Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
I misteri della Qabbalah Commento di Elena Loewenthal
Testata: La Stampa Data: 07 settembre 2012 Pagina: 28 Autore: Elena Loewenthal Titolo: «Tutti in una notte, i misteri della Qabbalah»
Sulla STAMPA di oggi, 07/09/2012, a pag.28, con il titolo " Tutti in una notte, i misteri della Qabbalah", Elena Loewenthal racconta la Qabbalah, protagomista del Festival della Cultura ebraica a Roma. Ecco l'articolo:
Elena Loewenthal
Domani, La notte della Qabbalah apre quest’anno il Festival di Letteratura e Cultura ebraica di Roma, giunto alla sua quinta edizione. Un numero nient’affatto casuale, anzi: in quella geometrica costruzione del cosmo in cui le cifre ebraiche sono numero e significato il cinque corrisponde a una lettera cruciale, per quanto quasi afona. La H, debole aspirazione di voce, è contenuta due volte nell’impronunciabile Tetragramma divino e secondo un testo fondamentale della mistica ebraica, il suggestivo Alfabeto di rabbi Aqiva , essa è diversa da tutte le altre perché non ha sostanza ma solo spirito.
Una lezione congiunta di Riccardo Di Segni e Moshe Idel, erede della cattedra di Gershom Scholem a Gerusalemme, intorno a Gli ebrei di Saturno , l’ultimo libro dello studioso appena tradotto da La Giuntina. E poi concerti, incontri. La notte della Qabbalah illumina il ghetto e il Portico d’Ottavia perché da sempre la mistica ebraica non è tanto un mistero avvolto nel buio quanto una visione del mondo e della sua creazione che sprizza luce in una gamma quasi infinita di sfumature e rifrazioni. Priva di una iconografia che il dettato biblico proibisce categoricamente, la tradizione ebraica è fondata sulla parola e la Qabbalah, che è un vasto insieme di testi e narrazioni spalmati lungo più di un millennio, è di fatto un sorprendente affresco verbale del mondo. Non per nulla la parola ebraica non ha nulla di misterioso: significa infatti originariamente «cosa ricevuta» (tanto che in ebraico moderno qabbalah significa ricevuta , ad esempio del conto al ristorante) e per estensione tradizione .
Dal Libro della Formazione allo Zohar , l’opus magnum della mistica ebraica, dal Trattato sull’Emanazione alle Centotrentotto Porte di Sapienza di Moshe Haiim Luzzatto (XVIII secolo), la tradizione mistica ebraica è un insieme di testi che raccontano il creato come una progressiva discesa dell’emanazione divina, tanto imperscrutabile quanto affascinante, dove l’Eterno è chiamato per lo più l ’Ein Sof (colui che non ha fine). Sono testi ardui e talvolta scottanti più per la ragione che per la fede, quasi inavvicinabili, spesso dotati di una poesia strabiliante, che apre il cuore e la testa.
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