Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Rachel Corrie, domani i risultati dell'inchiesta israeliana Udg inizia a sguazzare prima ancora di conoscere il verdetto
Testata: Autore: Umberto De Giovannangeli Titolo: «Rachel Corrie, 9 anni dopo il verdetto domani ad Haifa. Usa: inchiesta non credibile»
Riportiamo dall'UNITA' di oggi, 27/08/2012, a pag. 12, l'articolo di Umberto De Giovannangeli dal titolo "Rachel Corrie, 9 anni dopo il verdetto domani ad Haifa. Usa: inchiesta non credibile".
Rachel Corrie
Attendiamo che la sentenza sia emessa prima di fare valutazioni di alcun genere. Rachel Corrie, studentessa universitaria americana, uccisa a Gaza da un bulldozer israeliano, nel tentativo di bloccare la demolizione di una casa di terroristi. Il guidatore, dal suo seggiolino sul bulldozer, non era riuscito a vederla, e lei, per sua scelta, si era inserita sul percorso di manovra, in un punto da dove non poteva essere vista. Per chi volesse maggiori informazioni, cliccare sui link sottostanti: http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=43713 http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=999920&sez=110&id=8812
Nove anni per cercare di ottenere verità e giustizia. Nove anni per giungere ad un verdetto. Verità e giustizia per Rachel Corrie, 23 anni, statunitense di Olympia, attivista dell'International Solidarity Movement (Ism) , morta il 16 marzo 2003, schiacciata da un bulldozer militare israeliano. Un Caterpillar D9-R guidato da un soldato israeliano l'ha uccisa mentre manifestava pacificamente contro la demolizione di case palestinesi a Rafah, nella Striscia di Gaza. Domani alle 9 la Corte distrettuale di Haifa dovrebbe emettere il verdetto finale, a nove anni dall'omicidio di Rachel. «Le numerose prove presentate in tribunale - rimarca il padre della ragazza uccisa, Craig Corrie - mostrano un sistema malato di responsabilità tollerato dagli Stati Uniti nonostante la conclusione che l'indagine militare israeliana non sia stata né credibile né trasparente.. SPERANZA E PESSIMISMO «Gaza nel 2003 era una zona di guerra e il comportamento degli attivisti internazionali è stato «irresponsabile. Questa la linea di difesa israeliana che, nelle parole del colonnello Pinhas Zuaretz, comandante della Divisione Brigata Sud presente a Gaza nel 2003, spiega: «Gli attivisti non dovevano trovarsi li», e se c'erano «aiutavano i terroristi». «La nostra supposizione - gli fa eco il comandante S.H.R, il primo testimone di Tsahal ascoltato dai giudici di Haifa in un processo durato 2 anni e 15 udienze - era che i civili venissero utilizzati come scudi per costringerci a portare via i nostri mezzi. E che poi (i terroristi) ci avrebbero colpito. Se percepisci qualcuno come terrorista, devi sparare per uccidere.. Cosa era Gaza in quei giorni terribili, a raccontarlo è la stessa Rachel Corrie, in una delle sue ultime lettere prima di essere uccisa (28 febbraio 2003): «Sento altre forti esplosioni fuori, lontane, da qualche parte. Quando tornerò dalla Palestina, probabilmente soffrirò di incubi e mi sentirò in colpa per il fatto di non essere qui, ma posso incanalare tutto questo in altro lavoro. Venire qui è stata una delle cose migliori che io abbia mai fatto. E quindi, se sembro impazzita, o se l'esercito israeliano dovesse porre fine alla sua tradizione razzista di non far male ai bianchi, attribuite il motivo semplicemente al fatto che io mi trovo in mezzo a un genocidio che io anch'io sostengo in maniera indiretta, e del quale il mio governo è in larga misura responsabile.. Gli Usa, rassicurati attraverso l'allora presidente George W.Bush, si sono affidati all'inchiesta indipendente israeliana. Ora, però, l'ambasciatore statunitense a Tel Aviv, Daniel Shapiro, ha sostenuto che l'inchiesta e le indagini condotte dalla magistratura israeliana sono insoddisfacenti, non credibili e non trasparenti come avrebbero dovuto essere. Di conseguenza, aggiunge Shapiro, il processo iniziato nel marzo 2010 alla Corte di Haifa non è attendibile. L'attesa per il verdetto è febbrile. Tra i compagni di Rachel, tra i pacifisti israeliani, tra la gente palestinese che aveva conosciuto e amato Rachel. Ed è profondamente vero quanto affermato da Cindy Corrie, la madre di Rachel: «La nostra battaglia per la giustizia è per tutti quei palestinesi che vivono lo stesso dolore e che non hanno la possibilità di entrare in un tribunale. Questo processo non è solo per Rachel, è per tutta Gaza».
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