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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
15.07.2012 Hillary Clinton in visita da Mohamed Morsi
continua l'assurdo sostegno della Casa Bianca ai Fratelli Musulmani

Testata: Corriere della Sera
Data: 15 luglio 2012
Pagina: 14
Autore: Cecilia Zecchinelli
Titolo: «Hillary in Egitto: 'I militari tornino nelle caserme'»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 15/07/2012, a pag. 14, l'articolo di Cecilia Zecchinelli dal titolo "Hillary in Egitto: «I militari tornino nelle caserme»".


Hillary Clinton con Mohamed Morsi

Grandi sorrisi, perfino risate. Grandi impegni e promesse di rispettarli, da entrambe le parti. Il primo incontro tra il nuovo raìs del Cairo, l'islamico Mohammed Morsi, e la donna più potente del mondo, il segretario di Stato Usa Hillary Clinton, ha visto ieri come teatro il palazzo di Heliopolis che per trent'anni fu di Mubarak. E per scenario più ampio un Egitto ancora scosso profondamente dalla lotta tra la Giunta, che non accenna a ritirarsi dopo 17 mesi al potere, e i Fratelli Musulmani, la forza più radicata dell'opposizione ai generali, riuscita a far eleggere un suo uomo alla presidenza, ma quasi senza autorità.
«Sono qui per riaffermare il forte sostegno degli Stati Uniti al popolo egiziano e alla sua transizione democratica», ha detto la Clinton dopo l'incontro. «La democrazia è difficile, richiede un dialogo intenso e compromessi, vera politica. Vogliamo aiutare ma spetta agli egiziani decidere». Nelle ultime settimane Washington si è più volte sbilanciata, avvertendo i generali che era ormai tempo di passare il potere ai civili, pur appellandosi al primo presidente islamico d'Egitto per il rispetto delle leggi. E ieri il messaggio ai militari è stato ripetuto: «Tornino alla sola difesa della sicurezza nazionale», ha detto la Clinton, che vedrà oggi il capo della Giunta, maresciallo Tantawi. Con lui, il capo della diplomazia Usa solleverà anche la questione cruciale del Parlamento e della Costituzione di cui l'Egitto è di fatto privo proprio per la lotta di potere interna. E chiederà che la Giunta si adoperi per sbloccare l'impasse che ha per obiettivo, per la parte almeno di responsabilità dei militari, l'isolamento e l'esautorazione di Morsi.
Ma anche al nuovo raìs l'America ha chiesto di rispettare quanto promesso. La conferma dei trattati internazionali, innanzi tutto, a partire da quello con Israele del 1979, che Morsi il giorno dell'insediamento ha già garantito che osserverà. L'Egitto deve poi impegnarsi nella sicurezza dei confini con lo Stato ebraico, nel Sinai, e a Gaza. «Gli Usa si aspettano che il Cairo usi i suoi buoni rapporti con Hamas per impedire ogni escalation contro Israele», ha detto un alto funzionario Usa a Al Ahram, riferendo parte dell'incontro bilaterale di ieri, aggiungendo poi che la Clinton ha trasmesso a Morsi il desiderio di Washington che le relazioni con l'Iran restino «limitate». Un altro punto toccato nel faccia a faccia riguarda i diritti umani. Oggi la Clinton incontrerà rappresentanti della società civile, tra cui cristiani e donne dei movimenti per la parità dei diritti. A Morsi, che ha promesso di nominare vicepresidenti un copto e una donna, ha sottolineato come il rispetto dei diritti di tutti sia una priorità.

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