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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Repubblica Rassegna Stampa
07.07.2012 Siria: Hillary Clinton contro Russia e Cina per il loro appoggio ad Assad
il segretario di Stato americano promette sanzioni e isolamento internazionale

Testata: La Repubblica
Data: 07 luglio 2012
Pagina: 19
Autore: Redazione di Repubblica
Titolo: «Siria, l’America sfida Mosca e Pechino»

Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 07/07/2012, a pag. 19, l'articolo dal titolo "Siria, l’America sfida Mosca e Pechino".


Hillary Clinton, Bashar al Assad

Hillary Clinton all’attacco di Mosca e Pechino. L’ex first lady, oggi a capo della diplomazia americana, ha innalzato i toni della polemica contro la Russia e la Cina per il loro sostegno al regime siriano, auspicando che «paghino il prezzo » di questa loro scelta. «Vi dico molto francamente — ha tuonato alla Conferenza degli “Amici della Siria” — che l’unico modo per cambiare la situazione è se ogni nazione rappresentata in questa sede chiarirà direttamente e urgentemente che Russia e Cina pagheranno un prezzo perché stanno bloccando qualsiasi progresso, e questo non è più tollerabile». Un discorso fuori dai denti. Alla platea più ricettiva: il club “Amici della Siria” che raccoglie esponenti di governo, personalità pubbliche e oppositori accomunati dalla convinzione che non può esserci soluzione alla crisi siriana se il presidente Assad resta al potere. Anzi, prima se ne va, meglio è. Una sorta di contro-conferenza di Ginevra, dove i cinque grandi della Terra, i paesi membri del Consiglio di sicurezza, più alcuni comprimari di rilievo, sulla base del piano presentato dal mediatore Kofi Annan hanno concordato una road-map verso la transizione alla democrazia che non prevede l’immediata uscita di scena del rais. Che dietro l’apparente unanimità del voto covassero i contrasti di sempre, è parso subito chiaro quando la Francia ha deciso di convocare gli “Amici della Siria”, mentre la Russia, assieme alla Cina, ha di- sertato la riunione di Parigi, scegliendo di invitare a Mosca per il fine settimana altri esponenti dell’opposizione. Fra gli “Amici della Siria” la fuga in Turchia, destinazione Parigi, del generale Manaf Tlass, ex amico e sodale di Bashar al Assad, nonché comandante di una brigata della Guardia repubblicana, è stata accolta con grande compiacimento: «Un duro colpo per il regime», un «segno di sgretolamento del potere», è stato detto. Sulla scia di questa novità, il segretario di Stato americano ha invitato i soldati siriani ad «abbandonare il dittatore e a passare dalla parte giusta della storia», lanciando un monito a quelli che non lo fanno: «Il popolo siriano si ricorderà delle loro scelte ». Poi l’attacco a Russia e Cina, il cui atteggiamento in difesa di Assad, manifestatosi nei veti opposti durante le discussioni e di fronte alle decisioni del Consiglio di sicurezza, deriva, secondo Clinton dalla convinzione che «non stanno pagando nessuno prezzo per levarsi a sostegno del regime». Quindi l’unica maniera per cambiare la situazione è fare capire chiaramente a Mosca e a Pechino che, invece, «pagheranno un prezzo». Clinton non ha spiegato cosa intendeva: sanzioni, isolamento internazionale, boicottaggi? La risposta di Mosca non si è fatta aspettare. Il viceministro Gennady Katylov ha definito quello del segretario di Stato americano un discorso «scorretto, fuori luogo».

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