Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Pubblichiamo la newsletter ISLAM-S di Valentina Colombo sui Fratelli Musulmani in Egitto e Mohamed Morsi. Per informazioni e per iscriversi alla newsletter inviare una e-mail a v.colombo@hotmail.it
Nella foto a destra, Hasan al-Banna (fondatore dei Fratelli Musulmani) bacia la mano al re saudita ‘Abd al-‘Aziz
ISLAM-S EDITORIALE. “PRESIDENTE DI TUTTI GLI EGIZIANI”… SOPRATTUTTO SE TERRORISTI! “Sarò il presidente di tutti gli egiziani”. Così ha dichiarato Mohammed Morsi, neo-eletto presidente egiziano legato al movimento dei Fratelli musulmani, durante il suo primo discorso alla nazione. A queste parole hanno certamente tratto un sospiro di sollievo cristiani, donne e laici. Purtroppo il sogno si è ben presto infranto. Lo scorso venerdì 29 giugno in piazza Tahrir rivolgendosi alla folla festante Morsi ha detto: “Vedo cartelli con l’immagine di Omar Abd el-Rahman e di altri detenuti. E’ mio dovere e farò ogni sforzo possibile per liberarli tutti, compreso Omar Abd el- Rahman.” Ebbene, Omar Abd el-Rahman non è un egiziano qualsiasi. Attualmente si trova in carcere negli Stati Uniti, condannato all’ergastolo, in quanto mente degli attentati al World Trade Center nel 1993. Omar Abd el- Rahman è il leader spirituale della Gamaat al-islamiyya, il movimento militante islamista egiziano che viene considerato, al pari del braccio palestinese dei Fratelli musulmani Hamas, terrorista dagli Stati Uniti d'America (si veda http://www.state.gov/j/ct/rls/other/des/123085.htm ) e dall'Unione Europea (si veda http://eurlex.europa.eu/LexUriServ/site/en/oj/2005/l_340/l_34020051223en00640066.pdf ) , e in passato dal governo egiziano stesso. Il gruppo è additato come il responsabile dell'uccisione del Presidente egiziano Anwar al-Sadat nel 1981; e di centinaia di civili, decine di turisti e più di 100 poliziotti egiziani in campagne terroristiche lungo tutti gli anni novanta del XX secolo. Nel 2003 il gruppo ha rinunciato ad azioni di sangue, ma tre anni dopo è stato accusato d'intrattenere strette relazioni d'alleanza con al-Qaeda. Perché mai Mohammed Morsi tra i tanti egiziani detenuti in carceri estere ha scelto di nominare lo “shaykh cieco” Abd el-Rahman? Perché non ha citato ad esempio l’avvocato egiziano Ahmed el-Gizawi, arrestato lo scorso aprile all’aeroporto di Gedda, in Arabia Saudita, perché aveva denunciato le pessime condizioni lavorative dei suoi connazionali nel Regno, e di cui la sorella Shirin teme la condanna a morte? Perché nominare tra tanti un terrorista? La risposta è semplice. Da un lato Morsi deve pagare il prezzo dell’appoggio elettorale da parte dell’ambito salafita, dall’altro il movimento dei Fratelli musulmani non solo condivide l’ideologia anti-occidentale della Gamaat, ma non può neppure permettersi di attaccare l’Arabia Saudita, che da sempre è uno degli alleati più fedeli del movimento fondato da Hasan al- Banna (si veda in alto a destra la foto di Hasan al-Banna che bacia la mano al re saudita ‘Abd al-‘Aziz). I salafiti stanno già mettendo tutti i puntini sulle i. Lo scorso 30 giugno il quotidiano arabo internazionale “Asharq al-awsat” ha pubblicato alcune dichiarazioni di Nader Bikar, portavoce del partito salafita al-Nur. Un primo commento è dedicato alla promessa fatta dal neo-presidente di volere come vice-presidenti, un copto e una donna. “Non abbiamo nulla da ridire su un copto e una donna come consiglieri del presidente” ha detto Bikar. Quanto a vederli come vice-presidenti, il portavoce sostiene che l’argomento non “è stato discusso”. E’ evidente che Mohammed Morsi avrà molta difficoltà a mantenere l’immagine dell’estremista “moderato”. L’illusione del “presidente di tutti gli egiziani” svanirà ben presto. Anche l’intellettuale ‘Ala al-Aswani che prima del ballottaggio ha chiamato a un “fronte nazionale comune a favore dei Fratelli musulmani”, lo scorso 29 giugno in un editoriale sul quotidiano Al-Masry al-Yom ha ritenuto necessario rammentare a Morsi che “ogni tentativo di introdurre le pene corporali previste dalla sharia lacererà la società egiziana” e di non prestare ascolto agli estremisti che “diffidano della cultura e delle arti, perché l’Egitto è sempre stata la culla delle arti e del pensiero in Medio Oriente”. Ebbene Morsi durante il suo discorso in piazza Tahrir gli ha già risposto. Ha affermato di temere “solo Dio”… proprio come i salafiti e lo shaykh cieco!
VALENTINA COLOMBO (Cameri, 1964) è docente di Cultura e Geopolitica dell’islam presso l’Università Europea di Roma e Senior Fellow presso la European Foundation for Democracy a Bruxelles. E’ membro del Comitato per l’islam italiano presso il Ministero dell’interno