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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
13.06.2012 Siria, Assad utilizza bambini come scudi umani. La denuncia dell'Onu
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata: Il Giornale
Data: 13 giugno 2012
Pagina: 15
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Bimbi come scudi, l’Onu inchioda Assad»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 13/06/2012, a pag. 15, l'articolo di Fiamma Nirenstein dal titolo " Bimbi come scudi, l’Onu inchioda Assad".


Fiamma Nirenstein


Bashar al Assad e Kofi Annan

Sì,il record è mostruoso,l’asti­cella della crudeltà è salita di alcu­ni buoni centimetri. Il nuovo cam­pione mondiale è certamente Bashar Assad, ma il suo salto in al­to non è improvviso nè ecceziona­le, stiamo da tempo assistendo al­l’escalation che ci porta fino alle notizie del nuovo rapporto del­l’Onu. Esso ci conduce in un mon­do in cui bambini fra gli 8 e i 13 an­ni, il 9 di marzo scorso, sono stati sequestrati a decine e messi di fronte ai finestrini di autobus che trasportavano militari di Assad dentro il villaggio di Ayn Arouz per compiere una strage. Un ba­gno di sangue di quattro giorni, racconta l’Onu e ne siamo allar­mati anche se non ne possiamo ve­rificare i dati, undici vittime in un giorno di cui tre fra i 15 e i 17 anni. Due ragazzini di 14 e 16 anni e una bambina di 9 vennero arrestati. Il villaggio venne bruciato e quattro delle persone uccise ed arse fra cui i due adolescenti. Il rapporto dell’Onu non era ancora a cono­scenza del massacro di Hula, in cui 49 delle 108 vittime sono bam­bini anche molto piccoli uccisi con colpi alla testa, ma già testimo­nia che tanti bambini sono stati torturati, legati a cavi elettrici per dare loro scosse in varie parti del corpo, bruciati con sigarette, lega­ti in posizioni innaturali. In que­ste ore, mentre aumenta il nume­ro di 14mila morti, si temono nuo­vi massacri a Haffah, città sunni­ta, dal cui assedio, ormai lungo ot­to giorni, si levano grida di aiuto per ottenere almeno un corridio umanitario per fare usciti i civili in­trappolati mentre l’esercito attac­ca con blindati ed elicotteri.
La situazione sempre più orribi­le della Siria e il suo isolamento fa pensare e che, sia pure con un rit­mo che fa arrossire il mondo occi­dentale, Assad sia sulla strada d’uscita.Neppure la Russia riusci­rà ancora a sostenere a lungo l’opaco raìs assassino,anche se re­stano intoccabili gli interessi di Pu­tin in Siria, l’ultimo protettorato in stile sovietico, l’ultimo porto mediterraneo, Tartus, che sia una base militare, lo smercio di armi al­la Siria. Sì, perchè non sarà certo Kofi Annan a estromettere la bre­ve dinastia alawita specializzata in stragi, sarà semmai la convin­zione russa che non si può più es­sere i difensori del macellaio e che, insieme, sono credibili le ga­ranzie del consesso internaziona­le sulla continuità della superpo­tenza russa in Medio Oriente.
L’operazione è difficile perchè la Russia è amica, nel mondo mu­sulmano, dell’Iran,ovvero di quel­la parte che parteggia per Assad e non ha interesse, essendo sciita, a vedere salire al potere la folla sun­nita che dai Fratelli Musulmani ad Al Qaida, col supporto dei Pae­si arabi anti iraniani, si addensa in­torno al potere prossimo venturo.
Si tratta di distruggere un asse, di cui fanno parte anche gli Hezbol­lah, che l’Irantiene pronti ad ogni evenienza, e Hamas, che Assad si è tenuto vicino per tanti anni. Un gruppetto che può fare scoppiare una guerra senza confini. Ali Larja­ni, il presidente del parlamento iraniano non poteva essere più esplicito: se l’Occidente oserà at­taccare la Siria, Israele brucerà. Parole? Non proprio, dal momen­to che la Siria ha trasferito i suoi missili Scud D terra-terra con una gittata di 700 chilometri agli Hezbollah. C’è traffico intenso di armi nella zona, il Libano è conta­giato dalla febbre, con i sunniti in armi contro gli Hezbollah. Se si ar­riva a una guerra civile, essa po­trebbe avere una pericolosità inu­sitata per tutta l’area. I ribelli, che se aiutati all’inizio avrebbero già ottenuto la giusta soluzione di ri­muovere Assad, oggi sono incon­trollabili, islamisti, bene armati e anche sospettati di utilizzare l’ar­ma della strage dei civili al fine di provocare l’intervento internazio­nale. Mentre si teme che la grande riserva di armi chimiche di Assad sia caduta nelle mani di forze in­controllabili, escono le notizie del­la Frankfurter Allgemeine Zei­tung : il massacro di civili di Hula, scrive, attribuito a Assad è invece opera dei ribelli che hanno attac­cato la popolazione alawita (il gruppo di Assad)del paese;l’eser­cito ha reagito e nella battaglia si sono avuti i 90 morti che tutti ricor­diamo. Non sarà vero, ma è vero che, per esempio, Ayman Al Zawahiri, il capo di Al Qaida, ha lanciato un appello per chiedere a tutti i musulmani... di accorrere al­la rivoluzione contro «il pernicio­so, cancerogeno regime di As­sad ». Se ormai, cioè, sappiamo be­ne c­hi è Assad e lo vogliamo vede­re volare via, cominciamo però an­che a capire, come non abbiamo fatto finora, che bisogna tutelarsi anche dai vincitori delle primave­re arabe. E che comunque il gioco dell’uso dei cadaveri dei civili, di scudi umani e di vittime innocen­ti, è ormai parte della gara poco olimpica di cui si è alzata l’asticel­la, ed è di moda in Medio Oriente.
www.fiammanirenstein.com

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