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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
01.06.2012 Eurabia: la sinistra vince le elezioni grazie al voto degli islamici
analisi di Fiamma Nirenstein

Testata:
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Sorpresa: la sinistra europea vince con i voti dei musulmani»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 01/06/2012, a pag. 16, l'articolo di Fiamma Nirenstein dal titolo "Sorpresa: la sinistra europea vince con i voti dei musulmani".


Fiamma Nirenstein


musulmani francesi sostengono François Hollande

Via via che le analisi sul voto europeo si fanno più accurate, si affaccia un’ipotesi innovativa e piuttosto inquietante. Secondo lo studioso di politiche europee Soeren Kern, del think tank de “Estudios Strategicos” di Madrid, il voto di cambiamento a sinistra è ormai legato inscidibilmente alla componente musulmana dei paesi in cui si è andati alle urne.

Prendiamo François Hollande: spiega Kern che un sondaggio condotto dal Figaro su 10mila votanti francesi, dimostra che il 93 per cento dei musulmani francesi ha votato Hollande, lasciando un misero 7 per cento a Sarkozy. Sono circa due milioni i musulmani francesi che hanno partecipato alle elezioni, quindi da loro Hollande ha avuto un milione e 700mila voti, parecchio se si pensa che Hollande ha preso solo 1milione e 100mila voti in più del suo avversario. Ed è logico: la “costituency” islamica è stata attratta dalla promessa del candidato socialista di promulgare un’amnistia ai 400mila immigrati musulmani illegali che Kern calcola risiedano in Francia, e di cambiare la legge elettorale per permettere ai residenti senza cittadinanza di votare alle elezioni del 2014. In generale, la popolazione musulmana, in continua e verticale crescita demografica, ha molta più simpatia per i partiti di sinistra che per i moderati, ricambiata con sostegno all’immigrazione, disponibilità a un wellfare che comprende sussidi, abitazioni, insomma sostegno pratico. Le ragioni demografiche, socio economiche, ideologiche, che tutti conoscono, si uniscono spesso all’antipatia per Israele e gli ebrei, e spesos anche per i cristiani.

Dunque, se si guarda ad altre situazioni la questione si ripresenta eguale: in Danimarca il Primo Ministro Socialista Helle Thorning Schmidt vinse le elezioni parlamentari nel settembre del 2011 con un margine di 8500 voti. Secondo un sondaggio i musulmani dichiararono che avrebbero votato socialista o comunque a sinistra per l’ 89,1 per cento. Così possiamo certo dedurre che dei 200mila musulmani residenti in Danimarca, i 100mila che possono votare abbiano scelto Helle.

In Inghilterra, una nuova ricerca intitolata “Gradi di separazione: i votanti delle minoranze e i partiti conservatori”, dimostra che il 47 per cento dei fedeli islamici dichiarano la loro simpatia va al partito laburista, e solo il 5 per cento si identifica con i Conservatori. Così, a Londra nel distretto della Torre di Amleto Luftur Rahman, del Bangladesh, è stato eletto sindaco. E’ legato all’Islamic Forum of Europe, che ha come programma “il cambiamento di ogni infrastruttura della società, le sue istituzioni, la sua cultura, il suo ordine politico e il suo credo.. dall’ignoranza all’Islam”.

Ma un laburista,il parlamentare Jim Fitzpatrick a un certo punto ha lamentato pubblicamente un’infiltrazione integralista nel suo stesso partito, perchè, comunque, fra il secolarismo del Labour e in genere di sinistra e il fanatismo religioso islamista c’è una contraddizione, che prima o poi azzannerà i partiti “liberal”. Accadrà anche in Belgio: qui i musulmani sono un quarto della popolazione, in Brussels sono 300mila, più dei cattolici, e nel 2030 la popolazione islamica sarà il 60 per cento nel Paese. In Norvegia, nel 2040 saranno la metà della popolazione di Oslo, e nel Paese gli immigrati passeranno dal 12 al 24 per cento, ovvero da 600mila a un milione e mezzo. C’è una vicenda spagnola che spiega molto bene il senso della tendenza che abbiamo descritto basandosi sui dati di Soeren Kern: in Spagna, il partito socialista aveva presentato una legge in parlamento che avrebbe dato a circa 500mila musulmani di provenienza marocchina il diritto di votare alle elezioni municipali. Senza entrare nel merito delle ragioni e dei torti, di fatto quello che sarebbe accaduto se la legge fosse passata, è che il partito socialista avrebbe conquistato il controllo di una quantità di città a forte presenza musulmana. La cosa non è accaduta perchè come tutti sanno i socialisti hanno perso le elezioni del novembre 2011.

Insomma il rischio odierno, in questa Europa già resa un patchwork di divisioni politiche e di estremismi, è che la divisione fra destra e sinistra di dipinga in modo sostanziali dei colori della differenza etnica. Lo fa vedere bene su PJMedia Michel Gurfinkel: basta pensare, dice, che al primo turno Hollande prese il 43 per cento nel 18esimo arrondissement di Parigi, un quartiere in cui i “neo francesi” come si chiamano adesso, sono la super maggioranza, mentre nazionalmente aveva preso il 28 per cento; con lui il candidato di ultrasinistra Jean Luc Melenchon, arrivò al 15 per cento contro l’11 per cento nazionale.A Sarkozy toccò il 19 (27 per cento nazionalmente) e alla Le Pen il 6,5 (18 per cento nazionale). Qui siamo a Montmartre e a Pigalle. Invece nel 17esimo, quale che sia l’etnia degli abitanti, si conserva una stile vecchio francese, non “globalizzato” anche se ci sono immigrati desiderosi tuttavia di perfetto inserimento, e qui è notevole che nè la sinistra estrema nè la destra estrema abbiano avuto successo. E qui Hollande si era dovuto contentare del 26 e Sarkozy aveva preso il 44 per cento dei voti.

Ma poi, non gli è servito a molto. La storia è stata più forte. www.fiammanirenstein.com

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