Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Israele intacca il primato iraniano di vendite di caviale Che cosa c'entra la 'rivalità' ? Cronaca di Francesco Battistini
Testata: Corriere della Sera Data: 21 maggio 2012 Pagina: 34 Autore: Francesco Battistini Titolo: «Israele e Iran rivali anche per il caviale. Guerra Fredda che non conosce limiti»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 21/05/2012, a pag. 34, l'articolo di Francesco Battistini dal titolo "Israele e Iran rivali anche per il caviale. Guerra Fredda che non conosce limiti".
Caviale
Mettete il caviale nei vostri cannoni. Se un giorno la comunità internazionale si decidesse finalmente a scoprire l'arma segreta che Israele sta preparando per l'arcinemico iraniano, altro che programma atomico. Gli ispettori non potrebbero esimersi dal visitare i pericolosi impianti dove in sordina, con la consulenza dei russi, s'allevano pesci rari e insieme l'ambizione di strappare agli ayatollah il primato mondiale del più lussuoso degli alimenti: le uova di storione. Nei kibbutz del Nord dove le acque montane favoriscono la storionicoltura, ovvero l'arte di far maturare con pazienza ventennale i pesci dalle uova d'oro, hanno preso questa sfida molto sul serio da quando le sanzioni internazionali (e i timori d'estinzione della specie) hanno colpito le esportazioni iraniane del prezioso Beluga. Una volta, il 95 per cento del caviale veniva dal Mar Caspio, pochissimo era d'allevamento: ora accade il contrario e anche Paesi senza tradizione, come Israele, s'affacciano sul mercato fra gli applausi degli chef. Con percentuali di crescita del 25 per cento l'anno e un vantaggio: siccome le regole kosher dell'alimentazione ebraica escludono si possa mangiare l'uovo d'un pesce, tutto il caviale dei kibbutz finisce esportato in Europa e in America. Evidente la preoccupazione iraniana d'essere scavalcati dal rivale, col quale peraltro è in corso una guerra alimentare ben più avanzata di quella vera: qualche anno fa, orrore, gl'israeliani scoprirono che la maggior quantità di pistacchi venduta sui mercati di Tel Aviv arrivava direttamente dagli altopiani persiani, attraverso mediatori giordani o egiziani che ne cambiavano solo l'etichettatura. Il caviale però è un'altra cosa. Una bandiera. E se gli iraniani al momento si limitano all'invettiva, più preoccupati d'un attacco preventivo agli impianti nucleari, un po' stramaledicono lo storione sionista. Insegnava Krusciov, intenditore di guerre fredde, che il caviale è l'unico lusso da concedere quando il tempo è poco: quanto ne manca, sul timer della crisi fra Israele e Iran?
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