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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
16.05.2012 Sinistra italiana e Israele, una difesa timida e ambigua
Bruno Gravagnuolo cerca di contestare Paolo Mieli, ma non convince

Testata:
Autore: Bruno Gravagnuolo
Titolo: «Ma su Israele la sinistra ha colmato ogni ritardo»

Riportiamo dall'UNITA' di oggi, 16/05/2012, a pag. 22, l'articolo di Bruno Gravagnuolo dal titolo "  Ma su Israele la sinistra ha colmato ogni ritardo ".


Bruno Gravagnuolo

L'articolo di Bruno Gravagnuolo conferma il nervo scoperto toccato ieri da Paolo Mieli sul Corriere della Sera (http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=2&sez=120&id=44528). La difesa della sinistra di Gravagnuolo è talmente timida e ambigua che si commenta da sè. Il giornale su cui Gravagnuolo scrive, l'Unità, ne è una prova quotidiana.
Ecco il pezzo:

«...ANCHESEIL TIC DICHIEDERE AI COMPAGNIEBREI di essere in prima fila quando c’è da attaccare Israele è ben lungi dall’essere scomparso del tutto». No, francamente a noi pare cancellato quel «tic» di cui parlava Paolo Mieli sul Corsera nel recensire il libro di Matteo Di Figlia edito da Donzelli con prefazione di Salvatore Lupo: Israele e la sinistra. Magari sopravvive in qualche anfratto della sinistra radicale dispersa, dove più o meno inconsciamente ancora possono venir sovrapposti «antisionismo» e «antisemitismo» (doppia damnatio che nasce a destra, comunque). Semmai il tic, il «crampo», è un altro, a sinistra. E sta nella domanda automatica, che ciascuno a sinistra si autorivolge, quando critica il governo di Israele: «C’è rischio di antisemitismo in questo?». Eppure le cose dovrebbero essere chiare. E il criterio guida resta: il diritto di Israele ad esistere come «stato-nazione». Non come Stato- Missione o Eretz-Israel (Grande Israele). In una col diritto allo Stato palestinese. Inficiato però di fatto ogni volta che la dirigenza palestinese non è chiara sul quesito: deve esistere Israele sicuro nei propri confini? Purtroppo su questo si è andati avanti e indietro sui due fronti, giungendo a un passo dalla soluzione più volte. Ma poi regredendo a Intifade e repressioni (e grande è la responsabilità non solo dell’ultimo Arafat ma anche di Bush jr. e di tutto il ciclo neocons). E la sinistra? Vecchia storia...che comincia con Marx, con la Questione ebraica. Fin dall’inizio, sbagliando, si è infatti negata la questione nazionale ebraica in quanto tale. Reputandola «borghese e ristretta». E all’errore se ne aggiunse un altro, sempre in Marx: considerare gli ebrei come portatori della «mercatura e del denaro» (certo in chiave progressiva per Marx!). Si riapriva così la strada all’endiade «ebrei/denaro», strada altresì già spianata dall’antigiudaismo cristiano fin dall’alto Medioevo....

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