Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Quando l'ignoranza araba commette una buona azione ma non servirà a nulla, Daniel Barenboim continuerà fuori dal Qatar con la sua propaganda
Testata: Corriere della Sera Data: 03 maggio 2012 Pagina: 46 Autore: Pierluigi Panza Titolo: «Barenboim cancellato in Qatar: niente concerti per 'Motivi Politici'»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 03/05/2012, a pag. 46, l'articolo di Pierluigi Panza dal titolo " Barenboim cancellato in Qatar: niente concerti per «motivi politici» ".
Daniel Barenboim, emiro del Qatar
I concerti di Daniel Barenboim che erano in programma a Doha fino a domani sono saltati. Il Qatar ha infatti disdetto «Il festival della musica e del dialogo» per opportunità di ordine politico. Il bidirettore musicale della Staatsoper di Berlino e della Scala di Milano, di origine ebraica, aveva in programma di dirigere la sua West-Eastern Divan Orchestra. Ma non è stato possibile. Una disdetta molto controversa: «Evidentemente — scrive la Bild — non si vogliono surriscaldare gli umori antiisraeliani». Diversi media arabi, riporta infatti il tabloid tedesco citando il portale israeliano di Ynews, nei giorni scorsi hanno «dissentito» dall'iniziativa, sostenendo che «non è il tempo di ricevere israeliani e direttori sionisti». La portavoce del direttore d'orchestra ha cercato di ridimensionare il caso, negando che vi sia una relazione diretta fra la disdetta del festival e la persona di Barenboim. Ma il fatto è emblematico. La West-Eastern Divan Orchestra fu fondata da Barenboim con lo studioso di origine palestinese Edward Said a Weimar, nel 1999. Un bel gesto da parte di Barenboim, poiché le tesi espresse da Said nel suo Orientalismi (1978), sono discutibili (e discusse): la cultura maschile e bianca dell'Europa sette-ottocentesca avrebbe elaborato scientemente un modello culturale teso al dominio del mondo musulmano. I due dettero vita a questa compagine che, unica nel suo genere, unisce giovani palestinesi e israeliani (questi maggioritari) allo scopo di fare della musica un'opportunità di dialogo. Nonostante alcuni limiti propagandistici dell'iniziativa, il gesto è andato nella direzione della ricerca della pace tra i popoli. Tanto che a Stoccolma si vocifera di un possibile Nobel a Barenboim. La scelta di Doha di ospitare la Diwan e poi rinunciarvi è un grave campanello di allarme. Ma l'Occidente globalista e politically-correct dovrebbe — se crede veramente nella Pace — avere il coraggio di ospitare nei suoi cartelloni anche compagini e direttori arabi, facendo fare un passo indietro ai soliti noti (e ai loro protetti).
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