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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
27.04.2012 Sacro Terrore, il graphic novel di Frank Miller contro il terrorismo islamico
la recensione di Alessandro Gnocchi

Testata: Il Giornale
Data: 27 aprile 2012
Pagina: 33
Autore: Alessandro Gnocchi
Titolo: «Frank Miller, contro l’islam con furore»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 27/04/2012, a pag. 33, l'articolo di Alessandro Gnocchi dal titolo "Frank Miller, contro l’islam con furore ".


Frank Miller, Sacro Terrore, (Bao Publishing)

Per la scheda  su Sacro Terrore in Libri Raccomandati a cura di Giorgia Greco, cliccare sul link sottostante
http://www.informazionecorretta.com/main.php?mediaId=115&sez=120&id=41954

Frank Miller, prima di realizzare Sa­cro Terrore (Bao Publishing, euro 19), deve essersi seduto al tavolo da disegno con un’idea fissa in testa:come pos­so realizzare una graphic novel che faccia saltare i nervi agli opinionisti perbene e pos­sibilmente infuriare mezzo mondo?
Dopo di che ha congegna­to un brutale romanzo a fu­metti ambientato a Empire City, immaginaria capitale dell’Occidente attaccata dai fondamentalisti islami­ci. Le prime due pagine so­no occupate solo da una fra­se attribuita a Maometto: «Se incontri l’infedele,ucci­dilo ». L’ultima da una ri­spettosa dedica al regista olandese Theo Van Gogh, assassinato nel 2004 da un fanatico musulmano a cau­sa del film Submission sulla grave condizione della don­na nella cultura islamica. In mezzo c’è un campionario di immagini e prese di posizione che sem­brano fatte apposta per attirare sull’autore le accuse di razzismo e fascismo.
Frank Miller non è uno sprovveduto, es­sendo stato autore in passato di capolavori acclamati a destra e sinistra quali
Ronin , Sin City , 300 e Batman Year One . Quindi l’operazione, così esagerata da sembrare a tratti un’autoparodia, è consapevole. Vo­lendo, i critici di Miller hanno abbondanza di materiale col quale lapidarlo: il fumetto inneggia all’Occidente, e fin qui tutto bene; accetta la tortura e la sospensione della lega­lità al fine di preservare la sicurezza; tratta Obama (molto simile a una scimmia in al­meno una tavola) come un alleato di fatto dei peggiori dittatori del pianeta; ritrae la co­munità musulmana d’America come fian­cheggiatrice dei terroristi; considera i Paesi arabi come un angolo di arretratezza in un mondo moderno; esalta il ruolo di Israele e innalza un monumento al Mossad. Il tutto è espresso con una franchezza alla quale de­cenni di politicamente corretto ci hanno di­sabituato.
La trama è di una semplicità assoluta, e sembra richiamare le storie di propaganda a uso e consumo dei militari. Kamikaze, te­ste mozzate, donne lapidate, missili Stin­ger, aerei dirottati sulla statua della giusti­zia. Questo è lo scenario di guerra in cui è ca­­lata Empire City, presa di mira da Al Qaeda. Una adolescente suicida, Amina, dà il via al­le danze, seducendo un ragazzino in un lo­cale e bevendo un sorso di birra, il suo pri­mo: «Dove sono nata io non usiamo l’alcol». «E dove sarebbe, il Medioevo?». «Forse il fu­turo, vedremo». Segue l’esplosione, che fa strage di giovani. A questo punto, mentre mezza città salta in aria, intervengono due singolari giustizieri, The Fixer e la Gatta (in origine dovevano essere Batman e Robin ma la Dc Comics si è sfilata dall’impresa).
I supereroi danno ai fondamentalisti ciò che vogliono (la morte e il sacrificio) salvan­do le vittime innocenti. Per raggiungere l’obiettivo non disdegnano la tortura: i «Mohamed» (tutti gli islamici, secondo Frank Miller, si chiamano come il profeta) devono rendere piena confessione. Di mez­zo ci sono anche poliziotti corrotti e politici cattivi, in testa ai quali si collocano Obama e Hillary Clinton. The Fixer e la Gatta hanno un alleato: David, ex spia del Mossad, con la faccia tatuata da un enorme stella, appun­to, di Davide. Insieme, per vendetta, proget­tan­o di distruggere la moschea di Empire Ci­ty con un cannone laser orbitale. Ma l’opera­zione «Sacro terrore» di Al Qaeda è appena iniziata e riserva ancora molte sorprese.
Alla violenza dobbiamo rispondere con la violenza, dice Frank Miller. Perché siamo dalla parte della ragione, contrariamente al nostro nemico. Semplicistico, come è par­so ai detrattori? Senz’altro. Però Frank Mil­ler, tra i pochi conservatori in un mondo di progressisti, ha almeno un pregio: non si na­sconde dietro a un dito e non ha paura di es­sere
messo al bando.

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