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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
14.04.2012 Turchia: laicità, un ricordo lontano
Commento di Astrit Sukni

Testata: Informazione Corretta
Data: 14 aprile 2012
Pagina: 1
Autore: Astrit Sukni
Titolo: «Turchia: laicità, un ricordo lontano»

Turchia: laicità, un ricordo lontano
Commento di Astrit Sukni

La ' nuova ' Turchia      Astrit Sukni                            Fazil Say

La procura di Istanbul ha sporto denuncia nei confronti del pianista e compositore turco Fazil Say, il quale è accusato di offendere il credo religioso islamico e di provocare il risentimento pubblico con una serie di messaggi pubblicati sul suo profilo Twitter. Secondo la procura di Istanbul, i messaggi sono ritenuti offensivi anche nei confronti dei cristiani e degli ebrei perché violano l’art. 301 del codice penale che condanna coloro che incitano il popolo all’istigazione e all’odio nonché ai valori religiosi.

In uno dei suoi  tweet Fazil Say scrive: “Muezzin recita la preghiera in meno di 30 secondi. Perché così tanta fretta? L’amante? O l’aspetta un bicchiere di raki (grappa)?”; “Sono ateo e altro non so”; “Sono ateo e sono fiero di dirlo chiaro e tondo”; “il paradiso islamico è un bordello o un pub visto che il Corano (sic) dice che in Paradiso vi abbondano fiumi di bevande e di houris (donne bellissime) per coloro che compiono buone azioni mentre sono su questa terra.”

Dopo aver scatenato indignazione e diviso l’opinione pubblica, Fazil Say ha rimosso i tweet “incriminati”. La Turchia laica ormai è un ricordo lontano. Con l’avvento al potere, nel 2002, del partito AKP di Erdogan, la liberta di religione e di espressione ha assunto toni cupi e preoccupanti. Il governo islamista presieduto da Erdogan ha iniziato piano piano a censurare la libertà di parola e di espressione di molti artisti e giornalisti turchi.
Questa epurazione ha portato alla condanna di più di 70 giornalisti fino a marzo 2012. Le condanne sono arbitrarie e l’accusa è quella di anti-terrorismo o/e presunti legami con organizzazioni terroristiche, una definizione troppo ampia di terrorismo che consente condanne pesanti nei confronti degli oppositori. Indagare Fazil Say per blasfemia è un bias di interpretazione della legge in quanto il governo usa il sistema di due-pesi-due-misure, ossia se a essere dileggiata la religione islamica e i sunniti, si rischia la carcerazione; invece quando si reca offesa e si dileggia nei confronti degli altri credo religiosi non si viene puniti e non costituisce istigazione all’odio.

Ad essere blasfemo, con l’applicazione arbitraria della legge, è il governo turco e non Fazil Say per aver espresso il suo libero pensiero che mai dovrebbe riguardare le autorità turche.


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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