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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
09.03.2012 Abbiamo dimenticato il nemico più feroce
Commento di Magdi Cristiano Allam

Testata:
Autore: Magdi Cristiano Allam
Titolo: «Abbiamo dimenticato il nemico più feroce»

In prima pagina, sul GIORNALE di oggi, 09/03/2012, Magdi Cristiano Allam commenta l'uccisione di Franco Lamolinara, il tecnico italiano sequestrato e ucciso in Nigeria. 
Ecco il pezzo:


Magdi Cristiano Allam                        Franco Lamolinara


un nostro connazionale viene barbaramente assassinato all'estero dai fanatici di Allah o un terrorista islamico si fa esplodere dentro casa nostra, all'im­provviso siamo costretti a risvegliarci dal torpore ideologico del relativismo che ci porta a legittimare l'islam come religione a prescindere dai suoi contenuti violenti, del materialismo che ci induce a prostrarci al dio denaro costi quel che costi, del buoni­s­mo che ci limita ad elargire diritti senza esi­gere l'ottemperanza dei doveri. Purtroppo quando accade è già tardi. Se andiamo a in­f­rangerci contro la punta dell'iceberg diven­ta arduo fronteggiare la realtà sottostante dell'icebergcheabbiamoignorato, forsein­consapevolmentemacomunqueirrespon­sabilmente.
Il nostro Franco Lamolinara è l'ultima vittima della cecità con cui l'Italia, l'Europa e l'Occidente favoriscono il pro­prio­suicidio sostenendo la crescita del radi­calismo islamico sia dentro sia fuori casa no­stra.
Immaginavamo che l'11 settembre del 2001 fosse l'apice della capacità offensiva di Al Qaida. Oggi dobbiamo ricrederci assi­stendo alla rapida ascesa e diffusione della più micidiale rete del terrorismo islamico globalizzato in Nigeria, Yemen, Iraq, Siria, Libia, Algeria, Territori palestinesi, Paki­stan, Afghanistan, Indonesia, Somalia, Su­dan. Altre forze radicali islamiche legate ai Fratelli Musulmani o alla galassia dei Salafi­ti hanno preso il potere in Egitto, Marocco, Tunisia, Libano. E in casa nostra, ovunque in Occidente, la presenza del radicalismo islamico cresce giorno dopo giorno tramite la fitta rete di moschee, scuole coraniche, enti assistenziali e finanziari islamici, tribu­nali sharaitici. È questa la realtà dell'ice­berg, della struttura sotterranea che alimen­ta una filiera dove, a partire dalla predicazio­ne dell'odio, della violenza e della morte contro ebrei, cristiani, infedeli ed apostati, si culmina prima o dopo nell'eliminazione fisica del nemico di Allah o nella sua sotto­missione all'islam. Purtroppo tutto ciò ci ve­de conniventi nella follia suicida di chi si è innamorato del proprio carnefice.

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