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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
01.03.2012 Egitto: quando le donne non contano niente
Commento di Fiamma Nirenstein

Testata:
Autore: Fiamma Nirenstein
Titolo: «Lui cristiano, lei islamica L’Egitto ora censura pure Romeo e Giulietta»

Sul GIORNALE di oggi, 01/03/2012, a pag.14, con il titolo "Lui cristiano, lei islamica L’Egitto ora censura pure Romeo e Giulietta ", Fiamma Nirenstein racconta l'involuzione della società egiziana del dopo-piazza Taharir.
Ecco l'articolo:

Fiamma Nirenstein

La buona notizia è che, alme­no, un gruppetto di intellettuali protesta, e fra questi Tarek el She­nawi, critico cinematografico egi­ziano di fama. Ma la notizia catti­va conferma il clima di pesante oscurantismo che domina ormai la “primavera” egiziana: il film «Uscita dal Cairo», una love story fra una donna musulmana e un cristiano copto, è stata censurata e ritirata dal Festival del cinema africano in corso a Luxor, dove avrebbe dovuto essere proiettato stamattina. Ci sono tanti motivi per essere molto dispiaciuti di questo fatto, ma il più immediato riguarda la infinita, invincibile eli­minazione di Romeo e Giulietta nel nostro tempo. Ma in una socie­tà diversa. Infatti, non c’è molto spazio per l’amore nelle società islamiche, a meno che il fidanza­mento non coincida con una quantità di regole prefissate dalla tradizione, dalla famiglia, dalla sharia, dalla religione… da una fol­la in cui comunque le donne non contano niente.
Giulietta e Romeo nel mondo islamico fanno sovente una brut­ta fine, e uno dei motivi principali di incidenti violenti sono le storie d’amore fra persone di confessio­ne diversa, soprattutto se la giova­ne lascia il domicilio familiare. Il diritto alla felicità diventa allora diritto di uccidere. A meno che non intervenga una conversione, ma allora il matrimonio misto co­munque si presenta alla rovescia rispetto a quello mostrato nel film, il marito è musulmano e la moglie prima o poi si converte. Al­trimenti, è tragedia. Le comunità cristiane soffrono dunque un’au­tentica continua emorragia di ra­pimenti e fughe; tutto va a posto solo con l’ingrossarsidella comu­nità più forte e il dimagrimento dei cristiani. Se accade che sia il partner maschile a non essere mu­sulmano, in genere scorre il san­gue. E uccidere le donne non è un grande problema quando c’è l’onore di mezzo: per esempio in Pakistan l’anno scorso sono state uccise con delitto d’onore 675 per­sone, naturalmente donne nella stragrande maggioranza, e a Sin­dh, la famosa «Porta dell’Islam» da dove tentano di scappare centi­naia di R­omeo e Giuliette fuori del­la legge del padre, ci sono stati 227 morti.
La casistica è larga in tutti i Paesi del mondo islamico, ma sulla vi­cenda del film getta la sua ombra la persecuzione dei cristiani e in particolare la tragedia dei copti: certamente la vittoria in Egitto dei Fratelli Musulmani non promette loro un futuro migliore, e nessu­no, tantomeno il regime militare, trova vantaggioso privarsi di que­sto magnifico capro espiatorio mentre tutta la società egiziana post rivoluzionaria sta cadendo nel caos, perché il pane seguita a mancare e nessuno riesce a tene­re in mano una situazione di caos in cui ogni riferimento alle belle
parole «libertà» e «democrazia» appare disperatamente impro­prio. Vicino ad Alessandria l’espulsione di 62 famiglie copte avvenuta dopo l’assalto salafita di 3000 musulmani che due volte, il 27 e il 30 gennaio (una con l’accu­sa a un ragazzo di avere sul telefo­nino foto improprie di una donna musulmana!) segue la fuga di mas­sa dei cristiani. Si è fatta torrenzia­le dopo la strage del 9 ottobre in cui sono state uccisi 27 copti e cir­ca 320 sono stati feriti. E a commet­tere questa strage è stato l’eserci­to, non una folla infuriata.
La violenta oppressione delle minoranze cristiane è ormai la norma nei Paesi a maggioranza musulmana. Le chiese bruciate,
gli stupri, le mutilazioni, i delitti, i preti imprigionati, niente è cam­biato s­e non in peggio dopo le rivo­luzioni che avrebbero dovuto por­tare la democrazia.
La cancellazio­ne dagli schermi di un film d’amo­re attacca dunque di proposito una grande minoranza, l’11 per cento della popolazione egiziana (81 milioni di persone): in 200mi­la hanno già abbandonato la loro patria millenaria, in cui precedet­tero l’Islam. In più, è prevedibile che sempre di più spariranno i film, la musica, i passatempi non edificanti.L’Egitto cambia,in peg­gio.

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