Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
India e Georgia: attentati contro le ambasciate israeliane Israele accusa Iran ed Hezbollah. Cronaca di Aldo Baquis
Testata: La Stampa Data: 14 febbraio 2012 Pagina: 18 Autore: Aldo Baquis Titolo: «Diplomatici israeliani sotto attacco in India e Georgia»
Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 14/02/2012, a pag. 18, l'articolo di Aldo Baquis dal titolo " Diplomatici israeliani sotto attacco in India e Georgia ".
Israele ha proclamato lo stato di massima allerta in tutte le ambasciate in seguito a due attacchi simultanei condotti ieri contro le proprie sedi diplomatiche a Tbilisi (Georgia) e New Delhi. Attacchi subito attribuiti dal premier Benjamin Netanyahu «all’Iran, e ai suoi lacchè degli Hezbollah». L’Iran, peraltro, ha respinto quelle accuse.
L’altro ieri ricorreva il quarto anniversario della morte del responsabile militare degli Hezbollah, Imad Mughniyeh, dilaniato a Damasco da un’autobomba confezionata - secondo i suoi compagni - da agenti del Mossad. Forse, dunque, è stata una vendetta.
La tecnica utilizzata per l’attentato di New Delhi - in cui sono rimaste ferite quattro persone, fra cui una diplomatica israeliana - ricordava molto da vicino quella applicata poche settimane fa nel centro di Teheran per eliminare uno scienziato nucleare.
A New Delhi come a Teheran un motociclista con il casco ha seguito a lungo per le strade congestionate l’automobile che rappresentava il suo obiettivo; quindi ha collocato un ordigno magnetico sulla parte posteriore del veicolo; e pochi istanti dopo si è verificata una potente esplosione. In India questo tipo di attentato ha rappresentato una novità assoluta.
Il messaggio per Israele era evidente: anche i suoi diplomatici possono essere falcidiati per strada, così come diversi scienziati iraniani colpiti - secondo Teheran, e anche secondo alcuni esperti Usa - da membri dei Mujaheddin del popolo locali, addestrati da uomini del Mossad.
Mentre a Gerusalemme giungevano dall’India i convulsi aggiornamenti sull’attacco all’automobile dell’addetto militare israeliano (su cui ieri però viaggiava la moglie), da Tbilisi partivano i primi dettagli di un altro attentato, sventato per miracolo grazie all’allarme dato dall’autista georgiano dell’ambasciatore di Israele che, dopo aver accompagnato il figlio a scuola, ha avvertito rumori sospetti sotto l’automobile. Qualcuno vi aveva applicato una granata, che è localizzata e disinnescata da artificieri poco lontano dall’ambasciata. «Non tollereremo che il nostro territorio diventi zona di attentati», ha garantito la ministra georgiana delle Finanze Vera Kobalia, ieri in visita a Tel Aviv.
Secondo i servizi segreti di Israele è possibile che gli attacchi in Georgia e in India siano stati condotti da elementi degli Hezbollah con la copertura diplomatica dell’Iran. Così, ha precisato Netanyahu, è avvenuto di recente quando attentati anti-israeliani sono stati sventati anche in Thailandia e in Azerbaigian.
«I nostri diplomatici - ha notato il ministro degli esteri Avigdor Lieberman - sono ormai in prima linea. Questi episodi non passeranno senza una risposta» ha avvertito, mentre l’aviazione israeliana sorvolava il Libano.
In serata i responsabili del Mossad e dell’intelligence militare hanno condotto nuove serrate consultazioni, dalle quali è emerso il timore che gli attacchi di ieri possano essere solo il preludio di un’offensiva più vasta.
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