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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
14.01.2012 Hacker arabi contro Israele, l'ultima frontiera dell'odio
La cronaca di Rolla Scolari

Testata:
Autore: Rolla Scolari
Titolo: «Tra arabi e isareliani è guerra anche di hacker»

Sul GIORNALE di oggi, 14/01/2012, a pag.15, con il titolo " Tra arabi e isareliani è guerra anche di hacker" , Rolla Scolari descrive l'attacco cibernetico partito da Gaza.
Eccolo:

Gerusalemme L'attacco a obiettivi israeliani è arri­vato dalla Striscia di Gaza. Ma questa volta non si è trattato di razzi. Ieri mattina, un gruppo di hacker­«The Gaza Hackers» - ha bloccato per diverse ore il sito dei vigili del fuoco israeliani: «Siamo entrati nel vostro sito, e continueremo a farlo finché non soffrirete- era scritto su uno sfondo nero- . Morte a Israele».Sul sito è stata anche pubblicata una foto­grafiadelviceministrodegliEsteriisraeliano, Dan­ny Ayalon, con impronte di piedi sulla faccia. La settimana scorsa, il ministro aveva parlato di «ter­rorismo » riferendosi a un attacco cibernetico por­tato a termine da un hacker saudita e aveva detto che Israele risponderà a simili azioni virtuali nella stessa maniera in cui risponde ad attentati. Due giorni dopo, la pagina web del ministro era stata bloccata.
Nelle scorse settimane, Israele è stato al centro di un confronto cibernetico in cui due hacker (il pri­mo si definisce saudita, il secondo israeliano) han­no­messo online i dettagli di migliaia di carte di cre­dito prima israeliane poi saudite. Gli ultimi eventi hanno preoccupato l'establishment della sicurez­za israeliano e fatto pensare alla reale possibilità che il futuro del Medio Oriente possa riservare spa­zio a una guerra cibernetica.
Il 3 gennaio,Group-XP,gruppo saudita,ha mes­so online i presunti dettagli di decine di migliaia di carte di credito israeliane- il numero della carta, il
nome e l'indirizzo e-mail dei titolari. OxOmar, che ha rivendicato l'atto online, ha suggerito di utiliz­zare i dati per acquisti sul web. Ha poi invitato hac­ker palestinesi a unirsi alla sua battaglia. Da Gaza uno dei portavoci di Hamas, Sami Abu Zuhri, ha lo­dato l'azione definendola «un atto creativo della gioventù araba». «Sarà così divertente vedere 400mila israeliani fare la fila davanti alle banche», ha scritto OxOmar. In realtà, la Banca centrale isra­eliana ha dichiarato che soltanto i dati di 15mila carte di credito sarebbero stati esposti. La maggior parte degli israeliani coinvolti ha trovato il proprio nome online, accanto a un falso numero di carta. Altri hanno invece trovato dettagli esatti di carte però scadute. Le tre maggiori compagnie di carte di credito israeliane hanno bloccato subito le car­te in questione.
Secondo alcuni giornali israeliani, dietro agli at­tacchi cibernetici sauditi ci sarebbe uno studente di 19 anni degli Emirati Arabi residente in Messi­co. La risposta alle sue azioni è arrivata da Israele martedì, quando un hacker israeliano, forse un sol­dato- che per aumentare la confusione si è firmato OxOmer- Omer Cohen, ha messo online per rap­presaglia i dettagli di circa 200 carte di credito sau­dite, minacciando nuove azioni. Almeno due citta­dini sauditi hanno confermato alla France Press che i dati delle proprie carte erano stati esposti.
In Israele, dove il capo di Stato maggiore ha par­lato di «un teatro critico»,la preoccupazione per at­tacchi cibernetici a sfondo politico da parte di na­zioni ostili è reale: il timore è che le tensioni regio­nali, con l'Iran nucleare per esempio, possano tra­sformarsi in azioni contro le reti di comunicazioni militari, quelle delle società elettriche, delle com­pagnie di telecomunicazioni.
Le autorità hanno chiesto agli hacker locali di ri­spettare la legge e di lasciare che l'esecutivo faccia fronte all'emergenza. «Così come il governo ha tro­­vato risposte contro il terrorismo, troveremo rispo­ste a questa nuova sfida», ha detto il vice ministro Ayalon. E l'intelligence militare starebbe lavoran­do già da mesi alla creazione di una nuova unità per arginare la minaccia di attacchi cibernetici, re­clutando decine di giovani «smanettoni»informa­tici, ha scritto il
Jerusalem Post , che pochi giorni fa aveva anche parlato di un piano iraniano da un mi­liar­do di dollari per la costituzione di una simile di­visione d'intelligence specializzata in offensive e in difesa cibernetiche.

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