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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
05.01.2012 A che cosa porterà la mano tesa degli Usa a Fratelli Musulmani e talebani?
analisi di Daniele Raineri

Testata: Il Foglio
Data: 05 gennaio 2012
Pagina: 1
Autore: Daniele Raineri
Titolo: «Ecco quanto costa l’apertura di Obama a Fratellanza e talebani»

Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 05/01/2012, in prima pagina, l'articolo di Daniele Raineri dal titolo " Ecco quanto costa l’apertura di Obama a Fratellanza e talebani ".


Daniele Raineri  Fratelli Musulmani      Talebani

Roma. L’Amministrazione Obama intensifica gli incontri ad alto livello con la Fratellanza musulmana – scrive l’inviato al Cairo del New York Times, David Kirkpatrick – perché vuole un’intesa stretta con l’organizzazione stravittoriosa alle elezioni parlamentari in Egitto (che si chiudono il 23 gennaio, ma il risultato è chiaro). Washington sembra accettare la campagna di rassicurazioni premurose dei Fratelli, che sostengono di volere una democrazia moderna, rispettosa dei diritti individuali, del libero mercato e degli accordi internazionali. Washington, però, è anche legata all’establishment militare – a cui passa 1,3 miliardi di dollari ogni anno – che oggi governa il paese in veste “provvisoria” ma senza la minima intenzione di cedere davvero il potere. Fratellanza e giunta militare sono in rotta di collisione: i Fratelli dicono che il governo deve essere espressione – e sotto il controllo – del nuovo Parlamento, i generali sostengono l’idea opposta, per loro il governo obbedisce al presidente, che è stato nominato dai militari. Si contendono il potere di fare e approvare le leggi del nuovo Egitto. La Fratellanza ha appena concesso dall’alto della sua appena conquistata supremazia che i militari “saranno protetti da un’amnistia quando lasceranno il potere”, che è una minaccia riferita alla repressione brutale dei militari contro gli egiziani. L’Amministrazione Obama ora deve decidere da che parte stare, Fratelli o generali, senza creare scossoni immediati. L’apertura a interlocutori nuovi è anche il segno sotto cui si apre l’ufficio di rappresentanza dei talebani nel Qatar (il Qatar c’entra sempre). La Casa Bianca ha dato la sua approvazione e come gesto di fiducia è pronta a liberare quattro detenuti pericolosi da Guantanamo. Ma il governo di Kabul vuole avocare a sé i negoziati ed escludere gli americani. E i talebani sono guidati dal Pakistan, con cui però Washington è al punto più basso di relazioni diplomatiche degradate da tempo. Di questo passo chiederà ai talebani di mediare con il governo e l’esercito di Islamabad.

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