Chi sta affamando davvero Gaza Video di Naftali Bennett a cura di Giorgio Pavoncello
Chi sta affamando Gaza? Gli aiuti alimentari da Israele alla popolazione della Striscia sono aumentati ormai del 40% rispetto al periodo pre-bellico. Eppure continuiamo a vedere scene di persone affamate che si accalcano per accaparrarsi il cibo. La realtà è che Hamas usa gli aiuti alimentari come strumento per assoggettare la popolazione. Un video dell'ex premier Naftali Bennett (tradotto con intelligenza artificiale) pieno di dati e prove, ve lo dimostra.
Quanto valgono le buone notizie ? Si possono prendere sul serio gli islamisti?
Testata: Il Foglio Data: 21 dicembre 2011 Pagina: 3 Autore: Redazione del Foglio Titolo: «Tunisi città aperta agli ebrei»
Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 21/12/2011, a pag. 3, l'editoriale dal titolo "Tunisi città aperta agli ebrei".
Moncef Marzouki, presidente tunisino, con Rachid Ghannouchi, fondatore di Ennahda
Quanto valgono le buone notizie? Zero, finchè non sono verificate dall'esperienza. Salafiti e Hamas non sono due nomi raccomandabili. Hanno capito che per gestire meglio il potere serve la moderazione come immagine pubblica, ma dietro a ciò ci sono i loro statuti e, soprattutto, la sharia, per la quale 'rispetto', 'democrazia', 'libertà' sono parole demoniache da cancellare. Dimenticarsene è un comportamento suicida. Ecco il pezzo:
Moncef Marzouki, il neo presidente tunisino eletto da un’Assemblea a maggioranza islamista, ha incontrato due giorni fa il grande rabbino di Tunisi e ha lanciato un appello: ebrei, tornate in Tunisia. E’ la risposta alle parole del vicepremier israeliano Shalom, che all’inizio di dicembre aveva detto alla comunità ebraica in Tunisia di andare in Israele: troppo pericoloso restare lì. Durante quest’anno di rivoluzione e transizione in Tunisia ci sono stati attacchi contro sinagoghe e molti salafiti, che dominano al sud, hanno più volte minacciato gli ebrei. La leadership israeliana è preoccupata, e certo ha parecchie ragioni: l’islam politico ha come suo principale nemico Israele, e l’islam politico sta vincendo dappertutto – Tunisia, Egitto, Marocco. Eppure i primi segnali degli islamisti al governo sono sorprendentemente rassicuranti: Ennahda, al potere a Tunisi, dice che preferisce attirare turismo e investimenti piuttosto che imporre la sharia, e il presidente tunisino vuole ricostituire quella comunità ebraica che negli anni Sessanta era formata da centomila persone e che oggi consta di sole 1.500 anime. Anche nel martoriato Egitto in balia di una giunta militare ostinata e violentissima, gli islamisti procedono con cautela: i Fratelli musulmani dichiarano di non voler imporre la sharia; i salafiti, che sono stati la sorpresa elettorale, vorrebbero vietare l’alcol nei resort turistici egiziani, ma ieri hanno detto di non voler far saltare il trattato di pace con Israele del 1979. Sono tutte dichiarazioni da prendere con cautela, anche perché è noto che l’alleato principale nella regione è Hamas. Ma sono pur sempre delle buone notizie.
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