Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Egitto, la sharia avanza con Fratelli Musulmani e salafiti Riapre l'ambasciata israeliana al Cairo, fino al prossimo assalto
Testata:Libero - Il Manifesto Autore: Mirko Molteni - Redazione del Manifesto Titolo: «Islamici sempre più forti. Ministro vieta l’arte in Egitto - Dopo l’assalto, torna l’ambasciatore israeliano»
Riportiamo da LIBERO di oggi, 13/12/2011, a pag. 21, l'articolo di Mirko Molteni dal titolo " Islamici sempre più forti. Ministro vieta l’arte in Egitto". Dal MANIFESTO, a pag. 8, la breve dal titolo " Dopo l’assalto, torna l’ambasciatore israeliano ". Ecco i pezzi:
LIBERO - Mirko Molteni : " Islamici sempre più forti. Ministro vieta l’arte in Egitto"
Sparata del ministro egiziano per la Religione, Abdel Fadil al Quossy, sull’arte non islamica. Pur non proibendola direttamente, ha rimarcato che gli artisti si devono «autodisciplinare» per non andare contro l’Islam. «La limitazione – ha detto – deve venire da loro e non essere loro imposto. Se l’arte ritrae i vizi della società, come la pornografia e l’omosessualità, allora è haram (cioè contro l’Islam). I mezzi d’informazione devono censurare l’arte per preservare l’etica e il comportamento della società ». Va ricordato che nel mondo islamico, al di là della pornografia vera e propria, si dibatte da sempre sulla liceità della stessa raffigurazione dell’essere umano, tanto che le moschee, a differenza delle chiese, non hanno alcuna figura umana dipinta o scolpita, come confermato ieri dall’imam di Salerno Amadia Rashid: «Non si può riprodurre l’essere umano nemmeno in una rappresentazione artistica». Le dichiarazioni che paiono preparare a una futura sterzata in senso integralista del Paese, giungono pochi giorni dopo le preoccupazioni espresse dagli stessi artisti egiziani nei confronti delle posizioni espresse anche dai Fratelli Musulmani, il cui Partito Giustizia e Libertà sta uscendo vincitore dalle elezioni che si svolgeranno ancora per un mese e che finora hanno toccato un terzo delle province egiziane. E se pensiamo che tutta l’arte dell’Antico Egitto è basata su raffigurazioni invise al Corano, c’è da temere che un imponente patrimonio possa fare la fine dei Buddha afghani di Bamyan, distrutti dai Talebani. I Fratelli si erano espressi negli stessi termini del ministro, parlando di una «autolimitazione» degli artisti senza espliciti divieti, ma c’è il sospetto che queste reciproche strizzate d’occhio siano preliminari a una vasta campagna che seguirà alla prevedibile vittoria del movimento. Intanto il partito Al Nour dei salafiti, anch’esso in crescita, ha auspicato perfino un giro di vite sul turismo straniero, che pure è una delle maggiori risorse del Paese, dando lavoro al 10 % della popolazione. Il suo portavoce Nader Bakkar, ha detto: «Non vietiamo il turismo balneare, ma non vogliamo spiagge miste, nè bikini, che incoraggiano il vizio. Vieteremo la vendita di alcolici nei luoghi di villeggiatura, ma gli stranieri potranno portarsi da casa bevande a patto che le consumino nelle loro stanze d’albergo». Sempre ieri, è arrivato al Cairo il nuovo ambasciatore israeliano, Yaakov Amitai, che ristabilendo un contatto diplomatico con l’Egitto rilancia la speranza di una moderazione generale, speranza forse vana.
Il MANIFESTO - " Dopo l’assalto, torna l’ambasciatore israeliano "
L'assalto all'ambasciata israeliana al Cairo
Il nuovo ambasciatore israeliano in Egitto è arrivato ieri mattina dopo che il suo predecessore aveva lasciato la sede diplomatica di Tel Aviv tre mesi fa in seguito all'assalto violento di manifestanti che protestavano contro l’uccisione di soldati egiziani nel Sinai da parte dell’esercito isrealiano. Al suo arrivo, riferisce l'agenzia Mena, Yaakov Amitai, che sostituisce Yitzhak Levanon, ha auspicato di poter, durante il suo mandato, servire la causa della pace fra Egitto e Israele, sottolineando che sarà mantenuta nell'interesse di egiziani e israeliani.
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