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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Giornale Rassegna Stampa
12.12.2011 Fra le riforme a costo zero, eccone una da applicare. Non solo in Israele
silenziare i minareti delle moschee per disturbo alla quiete pubblica

Testata: Il Giornale
Data: 12 dicembre 2011
Pagina: 19
Autore: Redazione del Giornale
Titolo: «Israele fa guerra alle moschee rumorose: i vostri altoparlanti non lasciano dormire»

Riportiamo dal GIORNALE di oggi, 12/12/2011, a pag. 19, l'articolo dal titolo "Israele fa guerra alle moschee rumorose: i vostri altoparlanti non lasciano dormire".


                                  Anastasia Michaeli, parlamentare israeliana

La libertà di culto è importante, ma anche il sacro­santo diritto del pubblico a dormire sogni sereni va difeso ad oltranza: questa, nella sostanza, la conside­razione che ha spinto la parlamentare Anastasia Mi­chaeli (del partito nazionalista Israel Beitenu) ad in­vocare la neutralizzazione degli altoparlanti dei mi­nareti, in una rumorosa crociata che desta già palpi­tazioni di angoscia e di collera negli ambienti islami­ci locali.
In questa stagione, in Israele il primo richia­mo del muezzin (due-tre minuti) avviene alle 4.45 del mattino. Un’ora troppo mattutina, secondo la parlamentare, per svegliare di soprassalto centinaia di migliaia di israeliani non musulmani, che risiedo­no in località a popolazione mista.
Per mesi ha condotto una ricerca ad ampio raggio, per verificare se la ortodossia islamica offra soluzio­ni al problema e come esso sia stato affrontato altro­ve. Ha scoperto che la sincronizzazione geografica dei minareti è ammessa in principio al Cairo, in
Bahrein,nell’Autorità nazionale palestinese,in Gior­dania e in località turche e siriane. Se tutte le mo­schee di una località lanciassero i richiami nello stes­so preciso momento il problema - ritiene - sarebbe già ridotto. La potenza in decibel degli altoparlanti ­ha appreso la Michaeli- viene poi attentamente con­trollata nella moschea di Amsterdam, dove peraltro è permesso emettere richiami solo al venerdì.Più in­teressante ancora l’esperienza della moschea di Mar­siglia dove, sostiene, è allo studio la sostituzione di messaggi sonori con il lancio in cielo di raggi di color viola, cinque volte al giorno.

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