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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
12.09.2011 IC7 - Il commento di Carlo Benigni
Dal 04/09/2011 al 10/09/2011

Testata: Informazione Corretta
Data: 12 settembre 2011
Pagina: 1
Autore: Carlo Benigni
Titolo: «Il commento di Carlo Benigni»
Il commento di Carlo Benigni


Carlo Benigni, Presidente della Federazione Associazioni Italia-Israele

Lo scenario politico del Medio Oriente è radicalmente mutato in pochi mesi, e Israele deve confrontarsi con crescenti difficoltà, come è evidente dai fatti del Cairo e dalla crisi diplomatica con la Turchia. La "primavera araba" è condizionata sempre più dalle componenti islamiche;  i media occidentali hanno dato interpretazioni semplicistiche a processi complessi, alla guida dei quali non  sono le élites giovanili del mondo web. In Egitto c'è una coesistenza competitiva tra l'esercito ed i Fratelli Musulmani, e riemerge un odio mai rimosso nei confronti di Israele ; in Libia è tuttora incerto il profilo della nuova classe dirigente; in Turchia l'eredità laica di Ataturk è stata sostituita da una forma inedita di nazionalismo islamico; l'Iran sviluppa il suo potenziale nucleare ed enuncia con chiarezza l'obiettivo della distruzione finale dello Stato ebraico; nel Libano gli hezbollah si sono riarmati, sotto gli occhi delle forze dell'ONU;  la Siria vede lo sterminio dei civili, nella totale indifferenza del dittatore alle pressioni internazionali. Allo stato dei fatti, è lecito interrogarsi sulla lungimiranza dell'approccio del presidente Obama alle problematiche della regione.
Un punto a vantaggio di Israele è stata la conferma, contenuta  nel rapporto Palmer, del suo buon diritto a difendere i confini delle acque territoriali, da cui l'imbarazzo del governo turco. Ma le prossime scadenze all'ONU si preannunciano nel segno della delegittimazione internazionale dello Stato ebraico.  Probabilmente un'ampia maggioranza si pronuncerà a favore del riconoscimento dello Stato palestinese, prima e al di fuori di un negoziato tra le parti;  non ne deriverà l'ammissione formale all'Onu e non vi saranno risultati operativi. Anche ammesso che tale Stato esistesse, la dirigenza palestinese non sarebbe in grado di gestirlo, e forse neppure lo vuole, essendo assai più comodo vivere di aiuti economici internazionali; ma sono in molti a prevedere il rischio di una nuova intifada, preannunciata dalla ripresa del terrorismo.  In più, il 22 settembre Durban III ribadirà, nel segno dell'antisemitismo e sotto la guida delle specchiate democrazie dell'Iran, della Siria, di Cuba del Venezuela, l'equiparazione del sionismo al razzismo (e fa onore all'Italia di essere tra i Paesi che non vi parteciperanno). Su Durban III in molte città le Associazioni Italia-Israele allestiranno dei tavoli di informazione e svilupperanno iniziative di comunicazione.

Giovanni Quer ha scritto intelligenti analisi, riprese da Informazione Corretta, sulle strategie di delegittimazione di Israele, sul piano del diritto, e di boicottaggio, sul piano economico e culturale; le conseguenze si stanno realizzando in modo preoccupante in tutta Europa. La domanda è: come possiamo essere efficacemente a fianco di Israele, nel contesto di un orientamento dei media troppo spesso prevenuto o reticente, pur con sempre più frequenti eccezioni?  Come essere noi ad avere l'iniziativa?  Sarà l'argomento del prossimo congresso della Federazione Associazioni Italia-Israele, in programma Firenze il 12 e 13 novembre. La presenza territoriale delle Associazioni ha registrato, nel corso dell'ultimo anno, un promettente sviluppo; l'obiettivo di medio termine è di avere una rete assai più diffusa.   Ci aspettano tempi difficili, e sentiamo il dovere di dar voce attiva a quanti, soprattutto non ebrei, sono disponibili ad un impegno a fianco di Israele.


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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