Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Obama chiede ad Abu Mazen di bloccare il voto all'Onu sullo Stato palestinese Una richiesta che è stata respinta
Testata: La Repubblica Data: 05 settembre 2011 Pagina: 18 Autore: Redazione di Repubblica Titolo: «L'appello della Casa Bianca ad Abu Mazen: fermate il voto all'Onu sullo Stato palestinese»
Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 05/09/2011, a pag. 18, la breve dal titolo "L'appello della Casa Bianca ad Abu Mazen: fermate il voto all'Onu sullo Stato palestinese".
Barack Obama con Abu Mazen
WASHINGTON — La diplomazia americana in corsacontro il tempo per impedire che il riconoscimento dello Stato palestinese sia sottoposto al voto dell'Onu. L'Assemblea generale si riunisce il 20 settembre, e il presidente palestinese Abu Mazen non rinuncia al progetto: si tratta raccogliere voti a sufficienza per elevare lo statuto giuridico della "entità" palestinese come membro osservatore non votante, a quello di "Stato". Questo garantirebbe l'accesso a convenzioni e istituzioni Onu, oltre alla possibilità di presentare ricorso contro Israele alla Corte penale internazionale. L'America opporrà il veto. Un'eventualità che Obama vorrebbe scongiurare: un voto dell'Assemblea, anche se simbolico, finirebbe per isolare l'America, e per innescare il risentimento del mondo arabo. Come alternativa, Washington propone nuovi negoziati. Al New York Times, Nabil Shaath, negoziatore palestinese, risponde: «È troppo tardi».
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