lunedi` 19 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Rassegna Stampa
05.09.2011 L'Iran inaugura la centrale nucleare di Bushehr
Ormai persino l'Aiea ha dubbi sul 'nucleare pacifico' di Ahmadinejad

Testata:
Autore: Gabriel Bertinetto
Titolo: «L’Iran è un Paese nucleare. Operativa la centrale di Bushehr»

Riportiamo dall'UNITA' di oggi, 05/09/2011, a pag. 29, l'articolo di Gabriel Bertinetto dal titolo " L’Iran è un Paese nucleare. Operativa la centrale di Bushehr".


'Veramente, è solo per uso pacifico e domestico'

L’inaugurazione formale è fissata per lunedì prossimo. Ma da ieri la centrale di Bushehr è collegata alla rete elettrica nazionale. L’Iran è a tutti gli effetti un Paese produttore di energia atomica. Il primo in Me- dio Oriente. Per Teheran l’entrata in funzione dello stabilimento è la prova che i sospetti internazionali sugli occulti obiettivi militari del suo programma nucleare sono in- fondati. Ma proprio l’altro giorno l’Aiea (Agenzia internazionale per l’energia atomica) di Vienna si era detta «sempre più preoccupata» di eventuali attività segrete iraniane per sviluppare ordigni nucleari. Non necessariamente a Bushehr, ma in qualche altra struttura, da Natanz a Esfahan a Fardow.
SESSANTA MEGAWATT
Proprio l’impianto di Fardow, co- struito in una cavità sotterranea vi- cino alla città sacra di Qom, è indi- cato nel rapporto Aiea come il luo- go in cui l’Iran sta realizzando cen- trifughe che consentono di arricchi- re l’uranio a livelli molto più alti ri- spetto alla soglia del 20%, oltre la quale diventa più facile orientare la lavorazione verso progetti belli- ci. L’impianto di Bushehr si trova sulla costa sud-orientale del Paese. Iniziarono a costruirlo nel 1974 ai tempi dello shah i tedeschi della Siemens, prima dell’alt imposto dalla rivoluzione del 1979 e dalla lunga guerra con l’Iraq. Il progetto venne riattivato con il supporto del- la Russia nel 1995, e poi più volte sospeso sino allo stop improvviso del febbraio scorso, forse provoca- to dal virus informatico Stuxnet che avrebbe danneggiato i compu- ter di Bushehr. L’impianto ha una capacità di 1000 megawatt,ma per ora ne for- nisce solo sessanta. La Russia si è impegnata a fornire l’uranio e an- che a ricevere le scorie, riducen- do così il rischio che siano riutiliz- zate per scopi militari.
BRACCIO DI FERRO
Un bracco di ferro diplomatico contrappone da anni l’Onu e la Repubblica islamica. Le Nazioni Unite hanno a più riprese varato sanzioni contro Teheran che si ri- fiuta di interrompere l’arricchi- mento dell’uranio, sostenendo la natura pacifica del programma nucleare e bollando le pressioni internazionali come un’ingeren- za nei propri affari interni. Secondo l’ex-ambasciatore de- gli Usa all’Onu, John Bolton, una conseguenza non secondaria dell’allacciamento di Bushehr al- la rete elettrica è la sostanziale esenzione che l’impianto acquisi- sce ora rispetto a eventuali piani di attacco da parte di Stati Uniti o Israele. Se i governi di quei due Paesi sospettassero che a Bu- shehr non si produce solo energia per usi civili, ma si lavora anche a costruire ordigni nucleari, e met- tessero allora in atto le minacce di bombardare la struttura, si as- sumerebbero la responsabilità di provocare un’inevitabile disper- sione radioattiva. Bombardando prima che le barre siano cariche, quel rischio non ci sarebbe. Ma Bushehr ormai è operativo

Per inviare la propria opinione all'Unità, cliccare sull'e-mail sottostante


lettere@unita.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT