Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Siria, Bashar al Assad promette riforme ed elezioni nel 2012 C'è qualcuno che gli crede ?
Testata: La Stampa Data: 22 agosto 2011 Pagina: 16 Autore: Redazione della Stampa Titolo: «Assad promette il voto entro il marzo 2012»
Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 22/08/2011, a pag. 16, l'articolo dal titolo "Assad promette il voto entro il marzo 2012".
Bashar al Assad
Entro il prossimo dicembre in Siria saranno «effettuate le riforme» che consentiranno la costituzione di altri partiti oltre al Baath, mentre entro marzo 2012 «si terranno le elezioni legislative»: lo ha promesso il presidente siriano, Bashar al Assad, parlando ieri alla televisione di Stato. Nell’intervista, la quarta rilasciata all’emittente pubblica dall’inizio della rivolta repressa nel sangue dalle forze di sicurezza del regime, Assad si è detto convinto che la situazione nel Paese stia migliorando e «per niente preoccupato» della recrudescenza dell’opposizione.
Definendo «senza valore» le richieste degli occidentali di dimettersi «perché non sono stato eletto dagli americani o dagli occidentali, ma dai siriani», il capo di Stato ha ribadito che non intende recedere di un passo «dal controllo del Paese, perché la sicurezza va garantita, anche perché le proteste si sono trasformate in manifestazioni armate». Assad ha quindi detto di non temere «un’azione militare da parte delle Nazioni Unite», perché «qualsiasi azione contro la Siria avrebbe conseguenze enormi che non potrebbero mai sopportare».
Sui rapporti con la Turchia, il presidente ha fatto sapere che la Siria ascolta e accoglie consigli, ma «quando arriva il momento di decidere, nessuno può interferire». Ankara non ha chiesto le dimissioni di Assad, ma sollecita la fine «immediata» della repressione delle manifestazioni anti-regime che dura da cinque mesi.
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