Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Boicottare Durban III è un dovere commento di Pierluigi Battista
Testata: Corriere della Sera Data: 21 agosto 2011 Pagina: 35 Autore: Pierluigi Battista Titolo: «La Parata anti-ebraica di Durban III: perché boicottarla è un dovere»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 21/08/2011, a pag. 35, l'articolo di Pierluigi Battista dal titolo "La Parata anti-ebraica di Durban III: perché boicottarla è un dovere".
Pierluigi Battista
Tra un mese esatto, il 21 settembre, dittatori e antisemiti sparsi per il mondo si riuniranno «sotto l'egida dell'Onu» per sfogare, sotto la paradossale insegna della lotta al «razzismo», tutto il loro inestinguibile odio per lo Stato di Israele e per gli ebrei. Il governo italiano, meritoriamente, ha già annunciato che diserterà, assieme al Canada, agli Stati Uniti, alla Repubblica Ceca e all'Olanda, la tragica farsa cosiddetta «Durban III». Di fronte all'ennesima parata antisemita, però, la non adesione non basta. Forse occorre, e ce n'è ancora il tempo, qualcosa di più: il boicottaggio. Sì, proprio il boicottaggio, l'arma propagandistica preferita da chi, nel nome dell'antisionismo, vorrebbe cancellare Israele dalle carte e non dice una parola di protesta quando le milizie siriane di Assad massacrano i palestinesi di Lattakia. Non fu boicottata la conferenza di Durban nel 2011, proprio alla vigilia dell'attentato alle Torri Gemelle e una manifestazione dell'Onu convocatasi contro il razzismo si tramutò in un'indecente fiera dell'antisemitismo che provocò la reazione disgustata della scrittrice progressista Nadine Gordimer: ebrei inseguiti nei corridoi, discorsi dal palco che negavano Auschwitz, dichiarazioni di guerra santa per annientare «l'entità sionista». Fu uno spettacolo vergognoso, che gettò un'ombra lugubre sulle Nazioni Unite che lo avevano permesso e sponsorizzato. Qualche anno dopo la «Durban II» venne disinnescata. Tra un mese si prevede la partecipazione di Ahmadinejad per dare il massimo risalto allo spettacolo «antisionista». Mentre ripartono gli attacchi terroristici contro i civili israeliani e dalla «primavera araba», ed egiziana in particolare, purtroppo riemergono prepotentemente pulsioni aggressive nei confronti dello Stato di Israele, colpiscono negativamente il silenzio e l'incertezza di Francia, Germania e Gran Bretagna nei confronti di una «Durban III» che sarà il festival dell'odio e della mistificazione anti-ebraica. Sono ancora incerti se partecipare. Ma dovrebbe essere urgente l'organizzazione di una contro-manifestazione, una tribuna alternativa da cui si possa rintuzzare l'ondata antisemita che imbratterà New York. C'è ancora il tempo. Può esserci ancora la volontà di non darla vinta ai nemici degli ebrei.
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