Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Iran nucleare: se la politica tace Commento di Guido Olimpio
Testata: Corriere della Sera Data: 25 luglio 2011 Pagina: 28 Autore: Guido Olimpio Titolo: «Iran nucleare: se la politica tace la parola passa ai vari James Bond»
Sul CORRIERE della SERA di oggi, 25/07/2011, a pag.28, con il titolo " Iran nucleare: se la politica tace la parola passa ai vari James Bond", Guido Olimpio sostiene che la parola è passata ai vari James Bond, quelli veri. Speriamo abbia ragione. Eccomil pezzo:
Un anno fa il dossier nucleare iraniano era al centro dell’attenzione. Si studiavano misure e iniziative diplomatiche per fermare o rallentare la corsa verso la Bomba. Oggi se ne discute, ma con minore enfasi. Incombono altre emergenze, altri problemi. Ma la «pratica» è ancora lì sul tavolo. Da aprire e risolvere. In attesa della soluzione — se mai ci sarà — ci si affida a sistemi diversi. Venerdì, a Teheran, è stato ucciso uno scienziato nucleare. Il regime ha accusato Israele e Stati Uniti: l’agguato sarebbe opera dei loro servizi segreti. E i mullah hanno sottolineato che si tratta del terzo ricercatore eliminato in questi anni. Altre fonti sostengono che il numero degli scienziati uccisi sarebbe ben più alto. Così come i sabotaggi organizzati ai danni di laboratori e impianti. Esplosioni che devastano una base, guasti alle centrifughe, virus che paralizzano i «nervi» tecnologici. A volte denunciano violazioni dello spazio aereo condotte da misteriosi velivoli senza pilota. Gli iraniani, però, non stanno a guardare. Rispondono con azioni affidate a nuclei misti di Hezbollah libanesi e pasdaran. Visto che la diplomazia è impegnata su altri fronti oppure non ha abbastanza forza, si è deciso di lasciare campo alle operazioni clandestine. Dove non riescono gli ambasciatori, possono provarci gli 007. Una guerra segreta che non è segreta. Perché avviene sotto gli occhi di tutti e non conosce confini. È possibile anche che qualche azione avvenga in territorio neutrale, visto che Teheran si rifornisce di tecnologia all’estero e usa percorsi tortuosi per farla arrivare in patria. Il rischio — paventato da alcuni — è che il conflitto sfugga di mano. Il singolo episodio può innescare una reazione a catena, con la vicenda nucleare che si intreccia con altre crisi regionali. In Medio Oriente è accaduto molte volte, potrebbe avvenire di nuovo. Ma l’impressione è che si sia deciso di lasciar fare. Si vuole imporre l’alt ai sogni nucleari di Teheran, però non si sa bene come. Hanno provato con sanzioni, pressioni, colloqui. Tutto vano. I mullah insistono. E allora la parola è passata ai James Bond. Quelli veri.
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