Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Egitto, i Fratelli Musulmani accusano i manifestanti di essere spie sioniste Primavera araba ?
Testata: Il Foglio Data: 15 luglio 2011 Pagina: 1 Autore: Redazione del Foglio Titolo: «La Fratellanza musulmana ora è contro piazza Tahrir»
Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 15/07/2011, in prima pagina, l'articolo dal titolo " La Fratellanza musulmana ora è contro piazza Tahrir" .
Fratelli Musulmani
Il Cairo. La storia sembra lineare. I giovani egiziani cacciano il rais Hosni Mubarak con proteste pacifiche – da parte loro, gli hooligan di regime hanno ammazzato 800 persone –, il potere è assunto pro tempore dai generali, arriva la Fratellanza musulmana che sfrutta la sua organizzazione migliore e rodata in anni di clandestinità e si candida a vincere le prossime elezioni di novembre contro la moltitudine degli altri partitini, matricole troppo fresche e confuse dentro il gioco della politica araba. Questa storia sta però cambiando. In questi giorni, la Fratellanza musulmana e la piazza della rivoluzione incompleta sono una contro l’altra. Il sito dei Fratelli musulmani, Ikhwan – “i Fratelli” – on line, accusa i manifestanti di essere infiltrati da “agenti dei servizi segreti sionisti”. E’ naturalmente l’accusa più grave che si possa lanciare e punta alla delegittimazione del movimento dei giovani di piazza Tahrir. Il sito dice che l’11 luglio tre uomini sono stati arrestati al nuovo sit-in permanente perché avevano addosso armi, valuta straniera e tatuaggi con stelle di David, il simbolo di Israele. Bombe e gas lacrimogeno con il marchio della stella di David sono pure state trovate in possesso di un reporter accusato di incitare i giovani ad attaccare la polizia e a dare l’assalto al ministero dell’Interno. Le accuse suonano come fabbricazioni infantili: come ammette anche il generale egiziano Adel Suleiman, “l’intelligence sionista non è così stupida da mandare i suoi infiltrati e le sue spie a piazza Tahrir con tatuaggi della stella di David”. Eppure, la panzana registra con efficacia lo scollamento in corso tra piazza e Fratellanza. Sawfat Hegazy, un predicatore considerato vicino all’organizzazione islamica, è stato allontanato dai giovani martedì sera con le brutte maniere. La Fratellanza, che pure aveva sostenuto la ripresa del sit-in in piazza lo scorso 8 luglio, ha poi annullato la propria partecipazione. Due mesi fa rivendicava la paternità segreta della rivolta contro Mubarak; ora ne prende le distanze.
Uomini chiave se ne vanno La Fratellanza sta soffrendo anche per colpa di turbolenze interne. Fino a quando stava sotto il pelo dell’acqua, costretta alla clandestinità dalla repressione trentennale del regime di Hosni Mubarak, era coesa e compatta; ora che la pressione non c’è più, si sta dividendo in correnti e fazioni, quando non perde pezzi interi. E dire che negli 83 anni della sua esistenza non è mai stata così vicina al traguardo del potere politico legittimo. La frattura più preoccupante è quella fra i giovani e la vecchia generazione. Ma ci sono anche figure esperte e carismatiche in aperto dissenso. L’ex vice Guida suprema Aboul el Fotouh ha lasciato la Fratellanza per aderire a un nuovo partito politico, el Nahda. El Fotouth è stato espulso perché intende candidarsi per il posto di presidente e la Fratellanza s’è impegnata a non candidare alcuno dei suoi membri. Oltre a el Nahda almeno altri tre partiti stanno nascendo dentro l’organizzazione, anche se per ora è stato registrato soltanto quello ufficiale con il nome di Libertà e Giustizia. Un altro leader popolare dentro l’organizzazione, Khaled Dawoud, sta per essere cacciato. Dawoud s’è unito ai Fratelli negli anni Settanta, durante i tempi eroici, quando le grandi retate della polizia decimavano il movimento. Oggi sostiene che la Fratellanza dovrebbe offrire soltanto una guida morale e islamica ai propri membri, e per il resto lasciare ogni libertà politica.
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