Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Sinai, sabotato di nuovo il gasdotto che rifornisce Israele I rapporti tra Il Cairo e Gerusalemme si deteriorano. Un effetto della 'primavera araba'
Testata: Autore: Redazione dell'Unità Titolo: «Nuovo sabotaggio al gasdotto nel Sinai egiziano. Israele infuriato»
Riportiamo dall'UNITA' di oggi, 13/07/2011, a pag. 33, la breve dal titolo "Nuovo sabotaggio al gasdotto nel Sinai egiziano. Israele infuriato".
Questo è stato l'effetto della 'primavera araba' in Egitto: l'ascesa dei Fratelli Musulmani e i continui sabotaggi del gasdotto che porta gas in Israele. L'Unità continua con la sua disinformazione quotidiana scrivendo : "una dura reazione a Tel Aviv ". Tel Aviv non ha avuto nessuna reazione, dato che non è la capitale. La reazione è arrivata da Gerusalemme, semmai. Ecco la breve :
Il nuovo sabotaggio della pipeline che dall’Egitto rifornisce Israele di gas, il secondo in pochi giorni, avvenuto ieri, provoca una dura reazione a Tel Aviv. Il governo israeliano dice, per bocca del ministro delle Infrastrutture israeliano Uzi Landau, che questi attacchi al gasdotto in Egitto potrebbero minacciare le relazioni tra il Cairo e lo Stato ebraico. L’attacco di ieri mattina sarebbe stato compiuto da uomini armati nel terminal che si trova nei pressi della città di El-Arish, nel nord della penisola del Sinai. «Questo era un pilastro, forse l'elemento più importante del nostro accordo di pace con l'Egitto dal punto di vista economico, e ora si sta intaccando lentamente», ha detto Landau alla radio israeliana. Il ministro ha aggiunto che lo Stato ebraico dispone di altre fonti di energia e non è dipendente da questi rifornimenti.
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