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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
07.04.2011 Stéphane Hessel candidato per il Premio Nobel per la pace
sarà per le sue posizioni contro Israele?

Testata: Il Foglio
Data: 07 aprile 2011
Pagina: 3
Autore: Redazione del Foglio
Titolo: «Indignati, il Nobel t’aspetta»

Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 07/04/2011, a pag. 3, l'editoriale dal titolo "Indignati, il Nobel t’aspetta".


Stéphane Hessel

Il novantaquattrenne prodigio Stéphane Hessel, autore del pamphlet e caso editoriale francese da un milione e mezzo di copie “Indignez-vous!”, è stato ufficialmente candidato al Nobel per la Pace da un gruppo di suoi estimatori, tutti componenti del collegio internazionale che ogni anno assegna il premio. A parlare in una lettera appello sul Monde del contributo di Hessel – combattente nella resistenza francese, scampato a Buchenwald, tra i redattori della Dichiarazione universale dei diritti dell’uomo – alla causa della “vicinanza tra i popoli”, e a sottolinearne l’infallibilità nella “scelta del campo giusto” (anche quando ha invitato al boicottaggio di Israele, evidentemente) sono il filosofo Edgar Morin, l’ex premier Michel Rocard, l’ex presidente della Repubblica federale tedesca dal 1984 al 1994, Richard von Weizsäcker, e il filosofo tedesco Peter Sloterdijk. Pensatore importante nel panorama filosofico internazionale, Sloterdijk si è nel tempo attestato su un “postumanesimo” ispirato all’idea di miglioramento della specie umana, anche attraverso le pratiche di selezione genetica e prenatale, che dovrebbe prima o poi arrivare a una pianificazione di superuomini (ma forse è più corretto chiamarli “postuomini”). Semplici prodotti di una “addomesticazione dell’essere umano” già aspramente criticata dal filosofo Jürgen Habermas, che vi ha visto la riproposizione, per niente desiderabile, di vecchi scenari totalitari. A giudizio dei suoi presentatori al Nobel, Stéphane Hessel “indica un cammino per costruire un avvenire d’umanità”. Se l’avvenire è quello prospettato da Sloterdijk, “préoccupez-vous!”.

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