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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Repubblica Rassegna Stampa
20.03.2011 Zubin Mehta e il coro del Maggio musicale fiorentino
Due visioni del mondo

Testata: La Repubblica
Data: 20 marzo 2011
Pagina: 15
Autore: Arianna Finos
Titolo: «Non c'erano rischi, il coro del Maggio doveva restare»

Sulla REPUBBLICA di oggi, 20/03/2011, a pag.15, una intervista a Zubin Mehta di Arianna Finos, dal titolo " Non c'erano rischi, il coro del Maggio doveva restare" . Istruttiva, dalla quale si capisce la differenza fra due modi di intendere il significato di tante parole: coraggio,forza,umanità,intelligenza,solidarietà,onestà intellettuale,
chi le possiede e chi no. Ecco l'articolo:


Zubin Mehta

«Non siamo contaminati, non abbiamo rischiato di esserlo. In Italia la polemica è inevitabile, ma non ho tempo e voglia di parteciparvi. Io dico la verità: a Tokyo non c´è mai stato pericolo per nessuno». Il maestro Zubin Mehta, 75 anni, si è trasferito a Shangai con l´Orchestra del Maggio Fiorentino dopo la cancellazione in Giappone degli ultimi concerti celebrativi dei 150 anni dell´Unità d´Italia.
I suoi coristi sono rientrati a Firenze denunciando contaminazioni. Lei ha pensato di venir via dal Giappone?
«No. Io non sarei mai scappato da Tokyo, come ha fatto il coro. L´orchestra invece ha scelto di restare, ma se fosse partita avrei suonato con i giapponesi. Mi sono offerto per un concerto benefico, non è stato possibile perché l´energia elettrica è razionalizzata. Altroché polemiche, pensiamo ai giapponesi che vivono al Nord, sotto la neve, senza elettricità. E ai veri eroi di questi giorni, i tecnici che lottano nel reattore nucleare».
Alcuni coristi hanno detto di aver subito pressioni per restare a Tokyo.
«Non mi risulta. C´è stata difficoltà a trovare i voli charter per l´Italia».
I musicisti, quindi, hanno scelto di proseguire?
«Sì. C´è un tour da portare avanti. Cancellate le sei date a Tokyo, siamo qui a Shangai in vacanza forzata fino al concerto del 23 marzo».
Dov´era, maestro, nei minuti del terremoto?
«Al ventesimo piano di un albergo al centro di Tokyo. Una costruzione antisismica, ma sembrava di stare su un pendolo».
Poi avete tenuto due concerti.
«Sì. La Tosca e La forza del destino. C´è stato il tutto esaurito, ho vissuto grandi emozioni. Mi ha reso triste la cancellazione delle date successive. Il Maggio fiorentino è amato in questo paese, era la nostra quarta tournée».

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