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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Informazione Corretta Rassegna Stampa
18.03.2011 Giappone: da Israele con amore
commento di Federico Steinhaus

Testata: Informazione Corretta
Data: 18 marzo 2011
Pagina: 1
Autore: Federico Steinhaus
Titolo: «Da Israele con amore»

Da Israele con amore
di Federico Steinhaus 


Federico Steinhaus

Per la prima volta dai tempi di Hiroshima e Nagasaki il Giappone, ricco e progredito paese a tecnologia avanzata, invece di essere - come sempre è stato - un paese donatore si trova a dover chiedere soccorso al mondo intero.

Il mondo intero sta rispondendo con generosità (ma l’Italia purtroppo ha mandato solo 6 scienziati e tecnici, a fronte di 134 francesi, 29 svizzeri, 64 inglesi per citarne alcuni). Fra gli stati che hanno risposto immediatamente, come sempre nei casi di sciagure, troviamo anche Israele.

Per Israele, tuttavia, non è stato semplice. Venerdì, subito dopo le prime notizie, Zaka, IsrAid ed altre organizzazioni specializzate nel recupero delle vittime si stavano preparando a partire, quando è avvenuto il massacro infame della famiglia Fogel ad Itamar. Ed in aggiunta a ciò il paese intero stava manifestando la sua solidarietà a Gilad Shalit, il caporale dell’esercito prigioniero di Hamas da 5 anni esatti; era anche Shabbat, in un cumulo insolito di priorità emozionali e spirituali fra le quali occorreva districarsi.

Contemporaneamente all’invio degli esperti, in Israele e nel mondo ebraico si sono moltiplicate le raccolte di fondi e l’invio di aiuti. David Frankel della Orthodox Union ha detto: evitare di fornire aiuto sarebbe la negazione di uno dei nostri doveri primari, quello di dare il nostro aiuto a chiunque ne abbia bisogno; ma aiutare i giapponesi oggi è anche un modo per onorare la memoria del console giapponese in Lituania, Chiune Sugihara, che nel 1940 salvò dalla deportazione almeno 6.000 ebrei lituani fornendo loro visti di transito per il Giappone.

Martedi le squadre di soccorso composte da specialisti nel ritrovamento delle persone sepolte, da medici e da specialisti nella depurazione dell’acqua erano arrivati in Giappone; nel frattempo l’organizzazione Chabad di Tokyo aveva iniziato a portare a Sendai tonnellate di cibo per un valore di 25.000 dollari al giorno e l’American Joint Distribution Committee aveva già raccolto 400.000 dollari.

Israele stesso è zona sismica ed ha motivo di temere che si possano verificare terremoti catastrofici: vi si scontrano due faglie, quella del Carmelo e quella del Mar Morto. Nel 1837 un terremoto aveva distrutto Safed e Tiberiade ed i morti si contarono a migliaia, nel 1927 era stata semidistrutta Nablus.


http://www.informazionecorretta.it/main.php?sez=90

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