Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
In Iran Ahmadinejad continua indisturbato la repressione Cronaca di Vanna Vannuccini
Testata: La Repubblica Data: 02 marzo 2011 Pagina: 19 Autore: Vanna Vannuccini Titolo: «Teheran, pugno di ferro sui manifestanti»
Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 02/03/2011, a pag. 19, l'articolo di Vanna Vannuccini dal titolo "Teheran, pugno di ferro sui manifestanti".
Moussavi, Karroubi
Preoccupato per le rivolte che dilagano nel Medio Oriente, e che inutilmente cerca di accreditare come "un risveglio islamico" sul modello della rivoluzione del ‘79, il regime iraniano ha ripreso a colpire i propri cittadini con la brutalità di cui aveva dato prova durante le proteste seguite al voto falsificato del 2009. Nessuna opposizione è tollerata. Ancora una volta ieri, le forze di sicurezza hanno attaccato con violenza i gruppi di persone che tentavano di raggiungere piazza Enghelab, vicino all´Università di Teheran, e la piazza Azadi, facendo un uso massiccio di gas lacrimogeni per disperderli. Arresti (almeno cinque) e colpi di arma da fuoco sono stati denunciati dai siti riformatori (ai pochi corrispondenti stranieri a Teheran è fatto divieto di riferire sulle manifestazioni), mentre il sito ufficiale del governo iraniano afferma che "in tutti i quartieri della capitale regna la calma". Il Movimento verde era tornato nelle strade delle città iraniane il 14 febbraio, sull´onda delle proteste in Medio Oriente, e aveva annunciato nuove manifestazioni per l´1 e l´8 marzo. Ma dopo gli arresti dei due leader dell´opposizione, Moussavi e Karrubi, un fiume di proteste si era riversato sui blog e su Facebook. "Il regime ha superato una linea rossa: solleviamoci", si leggeva ieri sulla pagina Facebook dell´Onda verde. Nella previsione di una massiccia adesione alle manifestazioni, fin dalla mattina le strade di Teheran erano presidiate da ingenti forze di polizia e di basiji, le milizie senza uniforme. Il governo continua a negare che Karrubi e Moussavi, insieme alle rispettive mogli, siano stati portati nel famigerato carcere di sicurezza Heshmatijeh, nelle vicinanze di Teheran, come sostengono invece i figli dei due leader dell´opposizione, e come conferma un alto ufficiale dei pasdaran vicino al Movimento verde. Il governo ha evidentemente paura delle reazioni, e alle proteste internazionali reagisce con la solita sicumera, tacciandole di "interferenze" negli affari interni della Repubblica islamica. Finora, il regime aveva usato metodi più sottili contro i due capi dell´opposizione: angariando, arrestando e in alcuni casi uccidendo i loro famigliari, picchiandoli quando si presentavano in pubblico, circondando le loro case e impedendo loro di ricevere persone, fino agli arresti domiciliari due settimane fa. Ma negli ultimi tempi si sono moltiplicate le minacce di condanna a morte per "tradimento" e "complotto": duecento tra parlamentari e religiosi hanno firmato una petizione contro i due leader, e il capo della magistratura, Sadek Larijani, ha chiesto la loro morte. Moussavi già dall´inizio di gennaio aveva scritto sul suo sito di essere convinto che il regime andrà fino in fondo. "Sono pronto a morire per i diritti del popolo iraniano", aveva affermato. In molti a Teheran temono che le sue previsioni possano avverarsi. Prevedono una repressione ancora più dura, come dimostra anche il caso dell´avvocato di Sakineh, la donna la cui condanna a morte per lapidazione ha provocato una imponente mobilitazione internazionale. L´avvocato Hutan Kian era stato arrestato in ottobre insieme al figlio di Sakineh e a due giornalisti tedeschi (per rilasciare questi ultimi, il presidente Ahmadinejad ha preteso una visita e una stretta di mano a Teheran del ministro degli Esteri tedesco Westerwelle). Ieri Kian ha denunciato di essere stato condannato a morte e selvaggiamente torturato nel carcere di Tabriz. Ma l´arresto di Karrubi e Moussavi potrebbe provocare reazioni non solo nelle strade ma tra gli stessi conservatori e i religiosi di Qom, oltre a radicalizzare l´opposizione che finora, sotto le direttive dei due leader, chiedeva riforme e non l´abbattimento del regime. "Se Khamenei continua a chiudere tutte le porte prima o poi un´esplosione sarà inevitabile", è l´opinione di molti iraniani.
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