Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Continua la presa in giro iraniana dell' Occidente che finge di indignarsi
Testata: La Stampa Data: 23 gennaio 2011 Pagina: 14 Autore: La redazione Titolo: «Nucleare iraniano, nulla di fatto a Istambul»
L'Iran continua a perendere in giro l' Occidente e l'Occidente continua a fingere di indignarsi. Ecco una 'breve' dalla STAMPA di oggi, 23/01/2011, a pag.14, con il titolo " Nucleare iraniano, nulla di fatto a Istambul". Catherine Ashton, ministro degli esteri UE "delusa". Verrebbe da ridere se la situazione non fosse tragica. Ecco la notizia:
Ahmadinejad, la passeggiata nucleare
Nessun risultato, nemmeno un accordo su un prossimo appuntamento: i due giorni di colloqui tra l’Iran e i rappresentanti dei 5+1 (Usa, Russia, Cina, Gran Bretagna, Francia e Germania) sul programma nucleare di Teheran si sono conclusi con un nulla di fatto. Catherine Ashton, responsabile della politica estera europea, ha parlato di «delusione»: dalla parte iraniana, secondo lei, sono venute «precondizioni inaccettabili». La porta però «resta aperta, se l’Iran risponde positivamente» alle proposte dei sei Paesi che «restano compatti».
La versione iraniana invece è che tutto si chiarirà in incontri successivi, dei quali però non sono stati fissati né il luogo, né la data. La responsabilità del fallimento viene attribuita da Said Jalili, capo negoziatore iraniano, al rifiuto della parte occidentale di «riconoscere i diritti» della Repubblica islamica ad avere il proprio ciclo di produzione di combustibile nucleare. Semmai, ha fatto presente Teheran, la discussione avrebbe dovuto vertere sul disarmo globale e il presunto arsenale nucleare di Israele. [P. DM.]
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