Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
La Siria che sta bene a Obama Il commento di Piera Prister
Testata: Informazione Corretta Data: 08 gennaio 2011 Pagina: 1 Autore: Piera Prister Titolo: «La Siria che sta bene a Obama»
Obama riallaccia le relazioni diplomatiche con la Siria mentre Assad si incontra con Samir Kuntar
Samir Kuntar, la foto non è un montaggio, è proprio lui
Durante le vacanze di Natale e dell’Anno Nuovo, Obama ha riallacciato le relazioni diplomatiche con la Siria -che Bush aveva incluso nella lista degli Stati canaglia, "Axis of Evil” - evitando cosi’, con questo sotterfugio, l’opposizione dei repubblicani e il dibattito in Senato. Voleva fare il furbastro ma la nomina di Robert Ford ad ambasciatore in Siria, a Damasco, avviene proprio quando Bashar Assad si incontra in pompa magna con Samir Kuntar, quel sanguinario spregevole assassino, dal baffo eloquente e dal braccio teso che, appare in una fotofrafia on line, come la copia sputata di Hitler, mentre saluta -pure allo stesso modo- la folla acclamante. Eccolo la’ Samir, con le mani ancora sporche di sangue della bambina israeliana, Einat Haran, a cui sfracello’ il capo contro una roccia, ricevuto con tutti gli onori ed onorificenze, alla corte di Assad e qualche mese fa, alla corte di Ahmadinejad. Nemmeno i diavoli all’Inferno vorrebbere avere a che fare con lui. Arrestato, processato e condannato in Israele con il carcere a vita, fu rilasciato dall’amministrazione Olmert in cambio dei resti dei due soldati israeliani, Ehud Goldwasser e Eldad Regev. E’ arrivato il momento opportuno per l’amministrazione Obama ed il nuovo ambasciatore, nominato in questo frangente vergognoso, di rimediare e di chiedere subito e con risolutezza, la liberazione di Gilad Shalit e di seguirne le trattative fino al suo completo e sicuro rilascio. Piera Prister Bracaglia Morante