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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
06.01.2011 Un ritratto dell'UNWRA
di Daniel Pipes

Testata:
Autore: Daniel Pipes
Titolo: «Un funzionario dell'UNWRA chiede ai palestinesi di accettare la realtà»

"Un funzionario dell'UNWRA chiede ai palestinesi di accettare la realtà"
di Daniel Pipes


Interessante notare chi finanzia il permanere nello status di rifugiati dei palestinesi: Paesi arabi 2.09 %, tutto il rimanente l'Occidente !


http://it.danielpipes.org/blog/2010/10/unrwa-palestinesi-accettare-realta

Pezzo in lingua originale inglese: UNRWA Official Calls on Palestinians to Accept Reality

Ecco una notizia del genere "uomo morde cane". Andrew Whitley, il direttore dell'ufficio rappresentativo di New York dell'Agenzia delle Nazioni Unite per il Soccorso e l'Occupazione dei Profughi palestinesi nel Vicino Oriente (Unrwa), ha detto nel corso di un colloquio a Washington che i palestinesi dovrebbero accettare il fatto che non torneranno mai più in Israele e che piuttosto che continuare a sognare dovrebbero lavorare per migliorare la loro situazione attuale.

Se si intavolasse rapidamente una discussione con i rifugiati perché essi riflettano su quello che potrebbe essere il loro stesso futuro – poiché spetta ad essi cominciare a discutere del loro ruolo in seno alle società dove vivono piuttosto che essere lasciati nel limbo dove sono impotenti ma continuano a mantenere le crudeli illusioni che forse un giorno faranno ritorno nella loro terra natia – allora non faremo che accumulare guai per noi stessi. (…)

Noi riconosciamo, come penso che la maggior parte faccia, anche se non è una posizione che abbiamo espresso pubblicamente, che il diritto al ritorno è poco suscettibile di essere esercitato nel territorio di Israele in una misura importante o significativa. Non è una questione politicamente accettabile, non è una di quelle che l'Unrwa perora pubblicamente, ma tuttavia è un aspetto conosciuto della questione.

Whitley conclude queste sorprendenti osservazioni suggerendo che l'Unrwa dovrebbe insediare i suoi clienti piuttosto che continuare a perpetuare il loro status di rifugiato.

Commento: Come fa piacere sentire simili parole. Come ho detto nel 2009, se i palestinesi rinunciassero ai loro sogni irredentisti di eliminare Israele, questo "li renderebbe liberi di concentrarsi sui loro affari politici, economici, sociali e culturali" e di "diventare un popolo normale".

Aggiornamento del 3 novembre 2010: Dopo le lagnanze dell'Autorità palestinese, del governo giordano e di molti altri, Whitley si è meschinamente scusato per i suoi commenti in una lettera indirizzata al portavoce dell'Unrwa:

Le scrivo dopo essermi reso conto – in seguito alle notizie dei media, alle dichiarazioni e alle missive della gente, delle organizzazioni e dei governi – che parte delle osservazioni espresse durante un colloquio sui rapporti arabo-americani, tenutosi a Washington il 22 ottobre 2010 e organizzato dal Consiglio nazionale, erano inappropriate e false. Queste osservazioni non rappresentano il punto di vista dell'Unrwa.

Desidero esprimere il mio sincero rammarico e porgere le mie sentite scuse per tutto il male che le mie parole potrebbero aver fatto alla causa dei rifugiati palestinesi e per tutte le offese recate. Ho trascorso gran parte della mia lunga carriera a lavorare per il popolo palestinese e a difendere i loro diritti, ricoprendo vari incarichi professionali. Non è di certo mia convinzione che i rifugiati dovrebbero rinunciare ai loro diritti fondamentali, incluso il diritto al ritorno.

Vorrei mettere questa lettera agli atti pubblici perché quanto da me detto a Washington potrebbe essere interpretato in modo lesivo della reputazione e dell'operato dell'Unrwa, un'organizzazione che sono fiero di servire dal luglio 2002. L'Agenzia è del tutto libera di utilizzare la mia dichiarazione in tutti i modi che ritenga opportuni. Non è necessario rispondere.

Cordiali saluti,

Andrew Whitley

Commento : Che l'Unrwa possa pensare di cessare la propria attività e di porre fine al conflitto arabo-israeliano è troppo bello per essere vero.


meqmef@aol.com

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