martedi` 20 gennaio 2026
CHI SIAMO SUGGERIMENTI IMMAGINI RASSEGNA STAMPA RUBRICHE STORIA
I numeri telefonici delle redazioni
dei principali telegiornali italiani.
Stampa articolo
Ingrandisci articolo
Clicca su e-mail per inviare a chi vuoi la pagina che hai appena letto
Caro/a abbonato/a,
CLICCA QUI per vedere
la HOME PAGE

vai alla pagina twitter
CLICCA QUI per vedere il VIDEO

Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



Clicca qui






Corriere della Sera Rassegna Stampa
03.01.2011 Continuare a lottare per Sakineh
Commento di Bernard-Henri Lévy

Testata: Corriere della Sera
Data: 03 gennaio 2011
Pagina: 26
Autore: Bernad-Henri Lévy
Titolo: «Per Sakineh si apre uno spiraglio solo se la pressione resta alta»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 03/01/2011, a pag. 26, l'articolo di Bernad-Henri Lévy dal titolo " Per Sakineh si apre uno spiraglio solo se la pressione resta alta ".

Ha ragione Bernard-Henri Lévy quando scrive che le dichiarazioni del regime di Ahmadinejad vanno prese con cautela. Già in passato sembrava che la liberazione di Sakineh fosse imminente, invece è ancora prigioniera.
La teocrazia iraniana non può essere considerata un interlocutore affidabile.
Oltre a tutto c'è la certezza che Sakineh può avere ottenuto di non essere lapidata in cambio di una sua collaborazione, puntualmente avveratasi  con le sue dichiarazioni in merito all'atteggiamento della stampa occidentale che " avrebbe strumentalizzato la vicenda". 
Ecco il pezzo:


Bernard-Henri Lévy    Sakineh

Ancora una volta, le dichiarazioni di Malek Ajdar Sharifi, alto funzionario della Giustizia iraniana della provincia dell’Azerbaijan orientale, impongono la massima prudenza. Conosciamo troppo bene l’abitudine del potere iraniano a fare il bello e il cattivo tempo, a incutere spavento e speranza, per non accogliere con estrema cautela la dichiarazione (relativa a un possibile annullamento della condanna a morte per lapidazione di Sakineh Mohammadi-Ashtiani, ndr) che il responsabile della magistratura iraniana ha rilasciato ieri a Tabriz. Tale dichiarazione, infatti, assieme alla buffonata di sabato sera, può voler dire due cose: o ci si appresta a commutare la condanna a morte per lapidazione in un’altra pena, per esempio l’impiccagione — e sarebbe altrettanto orrendo— o il potere iraniano sta cercando una via d’uscita per cominciare, senza perdere la faccia, a fare marcia indietro — e sarebbe una dimostrazione che, come sosteniamo ormai da mesi, la mobilitazione paga. In entrambi i casi, non bisogna perdere coraggio né allentare la pressione. I regimi totalitari sono forti solo delle nostre debolezze. Se cediamo, andranno avanti. Se persistiamo, faranno un passo indietro.

Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante


lettere@corriere.it

Condividi sui social network:



Se ritieni questa pagina importante, mandala a tutti i tuoi amici cliccando qui

www.jerusalemonline.com
SCRIVI A IC RISPONDE DEBORAH FAIT