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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
02.01.2011 2011: in tutto il mondo l'offensiva del terrorismo islamico
Che cosa si aspetta a combatterlo seriamente ?

Testata: La Stampa
Data: 02 gennaio 2011
Pagina: 15
Autore: La Redazione della Stampa
Titolo: «Le guerre che minacciano il futuro»

"Le guerre che minacciano il futuro ", è il titolo delle pagine 14/15 sulla STAMPA di oggi, 02/01/2011, dalla quale riprendiamo il pezzo dedicato al Libano.
"Questo scontro politico potrebbe preludere a una nuova guerra contro Israele" conclude la breve. Siamo d'accordo, e ci auguriamo che queste due pagine, dedicate quasi interamente  al terrorismo islamico, contribuiscano ad una maggiore chiarezza quando si commissionano articoli sul conflitto israelo-arabo, ci riferiamo in modo particolare alle corrispondenze di Paola Caridi, la quale evidentemente ne ignora l'esistenza.
Ecco la breve:

Resta sempre grave la crisi politica che paralizza da tempo il Libano: da una parte il premier Saad Hariri, sostenuto da Arabia Saudita e Stati Uniti, e dall’altra l’opposizione, guidata da Hezbollah e appoggiata invece dalla Siria e dall’Iran. Al centro di tutto c’è la discussione sulla legittimità del Tribunale speciale, incaricato di fare luce sull’omicidio nel 2005 dell’ex premier Rafiq Hariri, padre di Saad, e sulla lunga catena di attacchi che negli ultimi ha insanguinato il «Paese dei Cedri». Gli esperti di politica internazionale temono una possibile «escalation», mentre il movimento scita guidato da Hasan Nasrallah nega ogni responsabilità sull’assassinio e ha accusato la corte di essere nient’altro che «un progetto israeliano». Questo scontro politico potrebbe preludere a una nuova guerra contro Israele.

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