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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Rassegna Stampa
05.12.2010 Svastica e Islam, il simbolo dell'Iran
La cronaca di Gian Micalessin

Testata:
Autore: Gian Micalessin
Titolo: «Iran, propaganda neonazista su un sito del governo»

SVASTICA E ISLAM
Iran, propaganda neonazista su un sito del governo

«Lo spirito di Dio e quello di Adolf Hitler - si legge su “irannazi.ir” - saranno sempre con noi»
Questa la titolazione del GIORNALE oggi, 05/12/2010, a pag.10, con l'articolo di Gian Micalessin.


Gian Micalessin

Il peccato originale è del Führer. Tutto inizia 71 anni fa quan­do Berlino spedisce a Teheran 7500 selezionatissimi testi destinati ­stando alle cronache naziste del­l’epoca - «a far scoprire agli iraniani le connessioni tra Nazional Sociali­smo e cultura Ariana dell’Iran». Due anni dopo, però, gli alleati man­dano ­in pensione un Reza Shah trop­po ispirato da quei testi e lo sostitui­scono con il figlio Mohammad Reza Pahlavi. Oggi grazie a Mahmoud Ah­madinejad e alla propaganda anti
israeliana lo scordato legame con il nazismo torna d’attualità. Archivia­te librerie e supporti cartacei l’orgo­glio iranian-nazista rifiorisce sul web e conquista- grazie alla benevo­lenza del presidente - sempre nuovi proseliti.
L’esempio più lampante è www. irannazi.ir, un sito approvato dal re­gime dove svastica e ritratti del Führer regnano sovrani. E chi pen­sasse a simboli tradizionali deve so­lo dar un occhiata ai messaggi diffu­si dal sito e firmati dall’“Ufficio Su­premo del Nazismo in Iran”.
«L’aiu­to di Dio e lo spirito di Adolf Hitler -
recita irannazi.ir - saranno sempre con noi. Siamo tutti soldati nazisti ... i funzionari di quest’ufficio non fan­no eccezione».
Un atto di fede che tra le pagine del sito si mescola ai precetti della rivoluzione islamica, alla negazione dell’olocausto e alle minacce contro Israele dando vita ad una miscela esplosiva.
Una mi­scela non troppo sgradita ai fedelis­simi di Ahmadinejad. Il sito è carat­terizzato, non a caso, dalla sigla “ir” che denota gli indirizzi approvati dal governo e dalle sue istituzioni. Grazie agli appoggi di cui gode “Irannazi.ir” non teme né oscura­menti, né chiusure. A differenza di altri indirizzi cancellati dal web ha felicemente superato un breve peri­odo di censura impostogli dopo le proteste della minoranza ebraica iraniana irritata dalla sequela di mi­n­acce e insulti postate sulle sue pagi­ne.
«D’ora in poi ricordiamoci di non di chiamarli più ebrei, ma sionisti», an­notano allora gli autori di “Irannazi. ir” salutando il trionfale ritornoon linegarantito - il 22 novembre scor­so - dal sì del Ministero della Cultu­ra e della Condotta islamica. Da quel momento il sito- accessibile so­lo ad utenti iscritti - registra un au­tentico boom. Secondo Rooz Onli­ne- la rivista internet dei riformisti ­l’indirizzo nazisteggiante raccoglie in pochi giorni 300 nuove adesioni e 3200 messaggi di sostegno.
Il successo di “naziiran” e i suoi pro­positi di «denunciare le bugie propa­gandate dai sionisti sulla persecu­zione degli ebrei» finiscono con il preoccupare i settori meno estremi­sti del regime.
Tabnak, un sito ispira­to dalle correnti conservatrici non legate ad Ahmadinejad, denuncia la “diffusione di ideologie fasciste” si chiede “perchè il Ministero della Cultura abbia concesso le autorizza­zioni” e “quali siano le buone ragio­ni per farlo”.
La risposta la regala Ro­oz. Secondo il sito riformista il gran­de protettore di iran nazi.ir è il vice ministro alla cultura Mohammad Alì Ramin. Conosciuto come un fe­delissimo del presidente Ahmadi­nejad, Mohammad Alì Ramin - ol­tre a controllare tutte le pubblicazio­ni - guida anche la Fondazione sul­l’Olocausto, un’organizzazione ne­gazionista sponsorizzata dal presi­dente il cui principale obbiettivo è cancellare la memoria della perse­cuzione
antisemita.






INEQUIVOCABILE
L’immagine ripresa dal sito “www.irannazi.ir” lascia pochi dubbi.
Si tratta d i un sito approvato dal regime, come testimonia la sigla “ir”. Dopo le proteste della comunità ebraica iraniana era stato brevemente censurato, ma è tornato in rete.
Il protettore del sito è un viceministro fedelissimo di Ahmadinejad


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