Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Niente Iran nella nuova agenzia Onu per l'emancipazione della donna Ma l'Arabia Saudita è entrata di diritto. E perchè non l'Afghanistan dei talebani?
Testata: La Repubblica Data: 11 novembre 2010 Pagina: 21 Autore: Angelo Aquaro Titolo: «I sauditi nell´agenzia Onu per le donne»
Riportiamo da REPUBBLICA di oggi, 11/11/2010, a pag. 21, l'articolo di Angelo Aquaro dal titolo " I sauditi nell´agenzia Onu per le donne ".
Donne in Arabia Saudita
L'Iran non è entrato nella nuova agenzia Onu per le donne, ma non grazie alle proteste suscitate dalla sua candidatura, semplicemente non ha ottenuto i voti necessari. Invece l'Arabia Saudita, essendo fra i finanziatori dell'agenzia stessa, ha ottenuto uno dei seggi riservati ai massimi finanziatori. E pazienza se là i diritti delle donne sono un miraggio... Ecco l'articolo:
NEW YORK - In Arabia saudita le signore non possono guidare neppure un´auto. Però il paese degli sceicchi avrà parola nella nuovissima agenzia che le Nazioni Unite hanno istituito per l´emancipazione delle donne. Per la verità poteva andare peggio. Nel collegio che prenderà decisioni e metterà veti sulla politica femminile internazionale rischiava di finire nientedimeno che l´Iran degli ayatollah: cioè quel paese che in questi mesi ha indignato il mondo intero per la condanna a morte di Sakineh Asthiani. La manovra era stata denunciata proprio dal premio Nobel di Teheran, Shirin Ebadi, che aveva parlato di «beffa». E ieri i paesi occidentali, con l´Italia - che ha conquistato un posto non scontato - in gran movimento, sono riusciti a sventare l´attacco. Il candidato di Ahmadinejad ha avuto soltanto 19 dei 28 voti necessari per occupare una delle 11 poltrone su un totale di 41 destinate ai Paesi islamici. Ce l´ha fatta invece l´Arabia saudita, che siederà però nel board tra i sei membri che non sono stati votati ma scelti tra i maggiori contribuenti, insieme a Spagna, Regno Unito, Usa, Norvegia e Messico: perché gli sceicchi razzoleranno anche maluccio però, si sa, pagano bene. La nuova agenzia, che prende il posto di quattro diverse organizzazioni, è stata lanciata in uno sforzo di razionalizzazione l´estate scorsa ed entrerà in funzione a gennaio. Presieduta, va detto, da una donna al di sopra di ogni sospetto: l´ex presidente socialista del Cile, Michelle Bachelet.
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