Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Sakineh è ancora viva, per ora E l'Iran ne approfitta per fare propaganda contro l'Occidente
Testata: Corriere della Sera Data: 04 novembre 2010 Pagina: 23 Autore: La redazione del Corriere della Sera Titolo: «Sakineh non è stata giustiziata. L’Occidente sparge veleno»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 04/11/2010,a pag. 23, l'articolo dal titolo " Sakineh non è stata giustiziata. L’Occidente sparge veleno ".
Sakineh, alcuni esempi di 'giustizia' iraniana
TEHERAN — Sakineh non è stata giustiziata. Anzi, è «in perfetta salute» e le voci su una sua imminente esecuzione fanno parte di una strumentalizzazione politica dell’Occidente. Così l’Iran ha reagito all’allarme dei gruppi per i diritti umani secondo i quali la donna, accusata di omicidio e adulterio, avrebbe potuto essere messa a morte ieri. Ma gli attivisti affermano che la vita di Sakineh rimane in pericolo e invitano i governi occidentali a non abbassare la guardia, mentre il presidente francese Nicolas Sarkozy avverte le autorità di Teheran che «se sfiorano anche un capello» della donna, «ogni dialogo esistente cesserebbe immediatamente». Il ministro degli Esteri iraniano, Manuchehr Mottaki, ha detto che «la decisione finale» sulla condanna a morte «non è ancora stata presa» e che l’esame della questione «continua nel quadro della legge». Sakineh Mohammadi-Ashtiani «è in perfetta salute», ha confermato Malek Ajdar Sharifi, il capo dell’apparato giudiziario della provincia dell’Azerbaigian dell’Est, dove la donna è imprigionata. Sharifi ha aggiunto che, con le voci diffuse sull’esecuzione, la stampa occidentale cerca di «creare un’atmosfera velenosa contro l’Iran».
Per inviare la propria opinione al Corriere della Sera, cliccare sull'e-mail sottostante