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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
01.09.2010 Le idee di Thilo Sarrazin s’inabissano dove inizia la palude genetista
Commento del Foglio

Testata: Il Foglio
Data: 01 settembre 2010
Pagina: 3
Autore: La redazione del Foglio
Titolo: «Il banchiere di razza»

Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 01/09/2010, a pag. 3, l'editoriale dal titolo " Il banchiere di razza ".


Thilo Sarrazin

Thilo Sarrazin, banchiere nominato dalla Spd nel board della Bundesbank, ha scritto un libro nel quale spiega come “La Germania si distrugge da sola”. La sua tesi è che l’accoglienza degli immigrati islamici costa e non produce ricchezza, e che tutti gli ebrei “condividono un unico gene”. La critica agli islamici è basata sul loro comportamento, che secondo Sarrazin rifiuta l’integrazione. E’ una generalizzazione fondata sull’opinione secondo la quale la situazione non può migliorare neppure con l’istruzione perché “per il 50-80 per cento l’intelligenza umana è ereditaria”. Decisamente infelice, poi, il riferimento agli ebrei, dei quali non si critica il comportamento, né l’intelligenza o il livello di istruzione, ma un presunto dato genetico che se fosse reale (e non lo è) sarebbe immodificabile. A Sarrazin, la cui libertà d’opinione questo giornale ha già difeso raccontando per primo il suo caso editoriale e politico, si potrebbe rispondere con eguale fondamento scientifico che i tedeschi condividono il gene della discriminazione razziale. Queste fesserie si inseriscono in un filone di determinismo pseudoscientifico che giudica le persone per la loro appartenenza, reale o presunta, a un gruppo etnico, a una classe sociale, a una confessione religiosa, a una minoranza sessuale. E’ un determinismo che nega la libertà, e che inevitabilmente compromette anche le analisi sui conflitti di civiltà nate dal serbatoio intellettuale delle migliori intenzioni.

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