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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera - La Repubblica Rassegna Stampa
28.08.2010 Iran: Sakineh continua a rischiare la lapidazione
Ebrahim Hamidi verrà impiccato perchè omosessuale. Cronache di Cecilia Zecchinelli, redazione di Repubblica

Testata:Corriere della Sera - La Repubblica
Autore: Cecilia Zecchinelli - La redazione di Repubblica
Titolo: «L’Iran mette i figli contro Sakineh - Dopo Sakineh il boia aspetta un gay minorenne»

Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 28/08/2010, a pag. 19, l'articolo di Cecilia Zecchinelli dal titolo " L’Iran mette i figli contro Sakineh ". Da REPUBBLICA, a pag. 21, la breve dal titolo " Dopo Sakineh il boia aspetta un gay minorenne ".
Ecco i due articoli:

CORRIERE della SERA - Cecilia Zecchinelli : "L’Iran mette i figli contro Sakineh"

«Vostra madre non vi vuole vedere, andatevene»: e così Sajjad e Farideh Mohammadi Ashtiani giovedì hanno dovuto lasciare la prigione di Tabriz senza incontrarla. A lei, la prigioniera oggi più celebre d’Iran ovvero Sakineh Mohammadi Ashtiani, le autorità del carcere hanno invece detto che i figli l’avevano abbandonata, nessuno era venuto a trovarla. Salvo poi permetterle, poco dopo, di parlare al telefono con il primogenito 22enne. «Ci siamo chiariti, ma le autorità stanno facendo il gioco duro, perseguitano con tenacia nostra madre e anche noi», ha detto Sajjad al Guardian. Proprio lui e sua sorella Fari - deh, oggi 17enne, sono stati i promotori della campagna mondiale per salvare Sakineh dalla morte. Una campagna che ha portato il volto dell’iraniana 47enne, già condannata per adulterio alla lapidazione e tuttora a rischio di finire sulla forca, sulle prime pagine dei media internazionali, sui poster che migliaia di attivisti innalzano nelle manifestazioni davanti alle ambasciate iraniane del mondo, con l’appoggio di politici e celebrità.

Il regime degli Ayatollah, come spesso accade, dà segnali di confusione nel gestire questo caso: ostacolare l’incontro tra i figli e la madre con evidenti menzogne per poi permettere loro di comunicare ne è una prova. Ma questo non toglie che Teheran «giochi duro», come dice Sajjad. Houtan Khian, l’avvocato difensore di Sakineh nominato dal governo iraniano, non è più riuscito a vedere la sua assistita da quando questa, il 12 agosto, ha «confessato» in tv la complicità nell’omicidio del marito. E la casa di Khian negli scorsi giorni è stata devastata dalla polizia che ha confiscato documenti e computer. «Il governo mi ha nominato difensore ma ora è furioso perché mi sono convinto della sua innocenza, la condanna a morte è ridicola», ha detto l’avvocato subentrato nella difesa a Mohammad Mostafaei, costretto al lasciare il Paese per non finire in galera o peggio. «Il caso di Sakineh è diventato una battaglia tra l’Iran, i media e la gente del mondo intero — ha aggiunto —. Teheran cerca di guadagnare tempo sperando che il mondo si dimentichi di lei: fino a quel momento non si arrenderà».

La REPUBBLICA - " Dopo Sakineh il boia aspetta un gay minorenne"

TEHERAN - Rischia il patibolo per sodomia il gay iraniano Ebrahim Hamidi, 18 anni. Ne aveva appena 16 quando è stato arrestato a Tabriz. Il giovane dice di avere confessato il delitto di «aggressione sessuale» dopo essere stato torturato. Altri tre imputati sono stati liberati dopo aver testimoniato contro di lui. Il giovane gay è senza assistenza dopo la fuga dall´Iran dell´avvocato Mostafei, legale anche di Sakineh.

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