Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Nuove sanzioni all'Iran Finora sono servite a ben poco
Testata: La Repubblica Data: 27 luglio 2010 Pagina: 12 Autore: Andrea Bonanni Titolo: «L'Europa vara sanzioni più dure contro l'Iran»
Su REPUBBLICA di oggi, 27/07/2010, a pag.12, con il titolo " L'Europa vara sanzioni più dure contro l'Iran ", l'articolo di Andrea Bonanni. Colpito il settore petrolifero, le banche, il commercio e i trasporti, recita l'occhiello. Vedremo le reazioni dell'Iran nei prossimi giorni. Finora le sanzioni non hanno dato risultati. Ecco l'articolo:
un reattore atomico iraniano
BRUXELLES - L´Unione europea, imitata poco dopo dal Canada, ha varato ieri un pacchetto di ulteriori sanzioni contro l´Iran, che ha risposto criticando la decisione europea ma dicendosi pronto a tornare a negoziare sulla questione nucleare «senza condizioni». I ministri degli Esteri dei Ventisette riuniti ieri a Bruxelles hanno varato un complesso pacchetto di sanzioni mirate in particolar modo a colpire il settore energetico e quello finanziario dell´Iran. Una parte delle decisioni adottate rendono esecutive le sanzioni già decise dalle Nazioni Unite il 9 giugno scorso. Un secondo pacchetto, invece, va ben oltre la decisione dell´Onu e ricalca il modello già deciso da Stati Uniti e Australia. In particolare, l´Europa vieta di esportare in Iran attrezzature per l´estrazione e soprattutto per la raffinazione del petrolio e del gas naturale: una misura che dovrebbe colpire duramente Teheran già penalizzata da una scarsa capacità di raffinazione. Benché sia uno dei maggiori produttori di petrolio al mondo, l´Iran deve infatti importare gran parte del proprio fabbisogno di benzina perché non ha impianti adeguati per la raffinazione. Il mese scorso la benzina necessaria al consumo interno iraniano è stata acquistata dalla Turchia e dalla Cina. Un secondo gruppo di sanzioni addizionali riguarda le transazioni finanziarie: otto nuove banche e compagnie di assicurazioni di Teheran si vedono interdire l´attività in Europa. Finora solo la Melli Bank, principale banca iraniana, era stata dichiarata fuori legge. Inoltre tutte le transazioni finanziarie con l´Iran per un valore superiore a quarantamila euro dovranno ottenere una autorizzazione speciale. Anche il trasporto merci, sia marittimo che aereo, sarà sottoposto ad ulteriori restrizioni. Come ha riconosciuto anche il ministro degli Esteri Franco Frattini, l´efficacia delle nuove misure europee dipenderà in larga misura dal rigore con cui verranno applicate e dalla disponibilità dei Paesi terzi a collaborare. Tuttavia, secondo gli esperti, queste sanzioni sono mirate su prodotti tecnologici e finanziari di cui l´Europa e gli Usa detengono in larga misura l´esclusiva. E dunque dovrebbero risultare abbastanza efficaci. Una riprova che questa volta Teheran sembra avere accusato il colpo è venuta già nella giornata di ieri, quando l´ambasciatore iraniano presso l´Aiea, l´organismo delle Nazioni Unite per l´energia nucleare, ha consegnato una lettera in cui il governo degli ayatollah risponde ad alcune richieste di chiarimenti e si dice pronto «a riprendere senza precondizioni i negoziati sullo scambio di combustibile nucleare come progetto umanitario e nell´ambito delle attività dell´Aiea». Anche se il portavoce del ministero degli esteri iraniano ha dichiarato che le sanzioni europee «non avranno effetto e serviranno solo a complicare la situazione», sembra che questa volta Teheran abbia accusato il colpo. I negoziati sul programma di arricchimento dell´uranio iraniano sono fermi dall´ottobre scorso. In maggio, tuttavia, Teheran ha concluso un accordo con Turchia e Brasile sulla falsariga di quello che gli era stato proposto dal Gruppo di Contatto di cui fanno parte americani, russi ed europei. L´accordo prevede la che l´Iran consegni a Paesi terzi il proprio uranio per l´arricchimento necessario a sviluppare una capacità nucleare a scopi civili. L´intesa con Turchia e Brasile, tuttavia, era stata giudicata insoddisfacente dalle Nazioni Unite, che a giugno avevano deciso di varare nuove sanzioni contro l´Iran.
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