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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Il Foglio Rassegna Stampa
29.06.2010 Petraeus sostituirà McChrystal in Afghanistan
Che cosa cambierà nella strategia Usa contro i talebani? Commento del Foglio

Testata: Il Foglio
Data: 29 giugno 2010
Pagina: 4
Autore: Gianandrea Gaiani
Titolo: «Surge lento»

Riportiamo dal FOGLIO di oggi, 29/06/2010, a pag. 4, l'articolo di Gianandrea Gaiani dal titolo " Surge lento ".


David Petraeus

Il generale David Petraeus arriverà a Kabul per assumere il comando delle forze alleate in Afghanistan nei prossimi 7-10 giorni ma già si infittiscono le indiscrezioni sui cambiamenti che il nuovo commander imporrà rispetto a Stanley McChrystal e al suo “Team America”. Non muterà l’approccio strategico della “counterinsurgency”, ideato da Petraeus ma applicato con risultati non del tutto soddisfacenti da McChrystal. Il lento surge afghano delle truppe americane e alleate deve ancora concludersi, ma il rapporto presentato da McChrystal ai vertici di Washington e della Nato non incoraggia. Le operazioni vanno male, sono pochi i distretti controllati realmente dalle forze alleate e afghane: a Marja e nelle aree di Helmand “liberate”, i talebani si sono mischiati ai civili, terrorizzano la popolazione e colpiscono gli alleati. Anche la grande offensiva di Kandahar segna il passo a causa del sostegno delle tribù ai talebani. McChrystal non si attendeva miglioramenti nei prossimi sei mesi e Petraeus non ha margini di manovra ampi per cambiare la situazione. Uno di questi è liberarsi “dell’ossessione del ritiro”, come l’ha definita il presidente, Barack Obama, che ha risposto di “non avere la sfera di cristallo” a chi chiedeva conferma del rimpatrio delle truppe dal luglio 2011. Petraeus potrà anche intensificare le azioni belliche, rinunciando alle offensive annunciate con mesi di preavviso e alle regole d’ingaggio morbide volute dal suo predecessore per ridurre le vittime civili – regole poco gradite alle truppe sul campo, che stanno pagando l’ipotetica “conquista dei cuori e delle menti” con un forte incremento di perdite, 317 da gennaio, un centinaio soltanto in giugno. Lo staff di McChrystal stava valutando una medaglia al valore per i militari che avessero esitato a sparare e Michael Hastings, autore dell’articolo di Rolling Stone che ha portato alle dimissioni del generale, ha ricevuto ringraziamenti da molti soldati che detestavano l’ex comandante per “aver messo a rischio le loro vite”. La notizia di Fox News secondo cui Petraeus modificherà le regole d’ingaggio è stata debolmente smentita e il portavoce Erik Gunhus ha spiegato che la questione è uno dei temi presi in considerazione. Un inasprimento delle offensive alleate potrebbe aumentare le vittime civili, ma appare oggi una strada obbligata perché i prossimi rinforzi porteranno le truppe alleate al livello record di 150 mila effettivi e perché il capo della Cia, Leon Panetta, ha ammesso che i talebani sono disinteressati a negoziare la pace. Le condizioni per la pace ci potranno essere, forse, soltanto inasprendo la guerra

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