Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Geert Wilders: da xenofobo ad anti-islamico La cronaca di Luigi Offeddu
Testata: Corriere della Sera Data: 13 giugno 2010 Pagina: 12 Autore: Luigi Offeddu Titolo: «Olanda, l'anti-islamico Wilders verso l'ingresso al governo»
Sul CORRIERE della SERA di oggi, 13/06/2010, a pag. 12, un articolo di Luigi Offeddu, dal titolo: "Olanda, l'anti-islamico Wilders verso l'ingresso al governo", sul prossimo governo olandese. Notiamo un lieve miglioramento per quanto riguarda la qualifica di Geert Wilders, oggi non più xenofo ma anti-islamico. Sbagliata pure quest'ultima, in quanto il leader del Pvv è un liberale giustamente preoccupato di fronte all'invasione del fondamentalismo islamico in Olanda e in Europa. Ecco il pezzo: Il corpo di Theo Van Gogh, ammazzato da un islamico nel 2004
BRUXELLES — Il via libera più importante, e certo più inatteso, è giunto da Job Cohen: proprio lui, il capo dei laburisti, ha detto alla regina Beatrice che il nuovo governo dell’Olanda dovrà imbarcare l’estrema destra del Pvv, il Partito della libertà fondato dal crociato anti-Islam Geert Wilders. Lo stesso aveva detto poco prima il vincitore — almeno formale — delle ultime elezioni, Mark Rutte, il capo del partito liberale Vvd. E così, la regina ha fatto quanto rientrava nei suoi compiti istituzionali: terminate le prime consultazioni post-elettorali e raccolte le indicazioni dei vari leader, ha nominato un «esploratore» o «informatore» nella persona del liberale Uri Rosenthal, e lo ha incaricato di aprire formalmente le trattative, in quella precisa direzione. Saranno «molto complicate», hanno ammesso Rutte e gli altri. E ben inteso, tutte le ipotesi di coalizione fatte subito dopo il voto restano sul tappeto: ma quella su cui si punterà subito sarà appunto la coalizione di destra basata sull’asse Pvv-Vvd, più altri comprimari. «Tutti i partiti che facevano parte del precedente governo hanno perso voti, nessuno escluso— ha detto dal canto suo Wilders alla regina — ed ora bisogna rendere giustizia al risultato delle elezioni formando una coalizione con i due partiti che le hanno vinte, il Vvd e il Pvv. E dovremmo anche muoverci tutti rapidamente». A sinistra Mark Rutte, a destra Geert Wilders
Ciò che non ha detto, e che però tutti hanno ben chiaro fin d’ora comunque vadano a finire i negoziati, è che in Olanda c’è già stata una svolta, e che questa svolta può dirsi in un certo senso storica: la marcia cominciata da Wilders nel 2005, quando lasciò proprio i liberali per fondare il suo Pvv nel segno della lotta «all’islamizzazione dell’Europa», è giunta alla soglia del governo. Non è ancora detto che quella soglia venga varcata. Ma certo, il fatto che in queste ultime elezioni Wilders abbia più che raddoppiato i propri voti, per di più in una campagna elettorale tutta imperniata sulla crisi economica e non sui temi dell’immigrazione extracomunitaria, è stato decisivo. Come ha detto egli stesso, con la consueta noncuranza un po’ guascona, «ora non possono più ignorarci». A confermare la sua tesi, ha trovato proprio Job Cohen, il socialdemocratico ex-sindaco di Amsterdam, colui che incarna idee diametralmente opposte e che ha fatto del dialogo con i musulmani un punto di forza di tutte le sue battaglie politiche. Per idee, biografia e anche tipo umano, nessuno potrebbe essere probabilmente più lontano da Wilders di quanto non lo sia Cohen. E proprio Cohen ha spiegato alla regina Beatrice che preferirebbe qualcun altro alla guida del futuro governo; ma «a questo punto una coalizione fra liberali e Pvv andrebbe presa in seria considerazione»: perché la crisi economica è seria, e può essere affrontata solo «da un governo coeso, i cui componenti nutrano una forte fiducia reciproca».
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