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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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La Stampa Rassegna Stampa
28.04.2010 Al Qaeda diffonde due video di minacce agli Usa
Cronaca di Francesco Semprini

Testata: La Stampa
Data: 28 aprile 2010
Pagina: 16
Autore: Francesco Semprini
Titolo: «Torna l’imam americano: ' Il nemico è Petraeus '»

Riportiamo dalla STAMPA di oggi, 28/04/2010, a pag. 16, l'articolo di Francesco Semprini dal titolo " Torna l’imam americano: ' Il nemico è Petraeus ' ".


L'imam al Awlaki

Al Qaeda torna a farsi sentire con due video legati a doppio filo con lo Yemen. Il primo mostra le immagini dell’imam Al Awlaki, guida spirituale di diversi attentatori come il giovane nigeriano del volo di Natale Amsterdam-Detroit, e protagonista del secondo filmato. «L’obiettivo dei militari americani in Afghanistan e Iraq è mettere i musulmani gli uni contro gli altri e farli combattere tra loro», dice l’imam che punta l’indice contro il generale David Petraeus, comandante di Centcom, la «mente» di questa strategia messa in pratica, secondo Al Awlaki, addossando la colpa degli attentati dinamitardi nei mercati ai militanti islamici.
Non è la prima volta che Al Awlaki compare in filmati di propaganda estremista ma si tratta del primo video sponsorizzato dall’Aqap, ovvero da Al Qaeda nella penisola arabica, che ha in Yemen le sue cellule più attive. Secondo l’agenzia di stampa nazionale, Saba, le immagini sembrano autentiche, anche se non è chiaro a quando risalirebbero. L’imam attacca inoltre gli Stati Uniti per aver condotto, lo scorso dicembre, un raid aereo che ha causato la morte di una trentina di militanti della rete fondata da Osama bin Laden.
Americano di nascita con origini palestinesi, Al Awlaki vive tra gli Stati Uniti e Londra dove conduce propaganda nei circoli più estremisti, per poi rifugiarsi in Yemen dove inizia l’attività operativa. E’ stato lui a organizzare e reclutare volontari per portare a compimento diversi attentati, anche negli Usa, e per questo oggi compare nella lista dei «most wanted» del governo americano con tredici incriminazioni per omicidio. A dicembre Al Awlaki rivendica ad Al Jazeera di aver avuto in qualche modo legami col maggiore Nidal Malik Hasan, il militare di fede musulmana autore della strage del 5 novembre a Fort Hood che ha causato la morte di 13 persone.
Secondo funzionari di Sanaa, in Yemen l’imam si è incontrato più volte proprio con Umar Farouk Abdulmutallab, il giovane nigeriano che ha tentato di far saltare in aria, il giorno di Natale, un aereo della Northwest nascondendo nelle mutande dell’esplosivo. È proprio il 23 enne il protagonista di un altro video ottenuto dalla Abc nel quale viene ripreso mentre si addestra in un campo clandestino. Subito dopo Abdulmutallab legge una dichiarazione di «martirio» con la quale avrebbe dovuto rivendicare l’attentato nel caso non fosse fallito.

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