Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Un altro episodio di antisemitismo a Milano Una bambina apostrofa 'ebreo' un ragazzino credendo che sia un insulto e i genitori la difendono
Testata: Corriere della Sera Data: 08 aprile 2010 Pagina: 43 Autore: Un lettore del Corriere della Sera Titolo: «Una storia tristemente vera»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 08/04/2010, a pag. 43, la lettera di un lettore dal titolo " Una storia tristemente vera ". (Nota Bene: non era nella rubrica di Sergio Romano)
L’aggressione antisemita accaduta su un autobus a Milano ( Corriere, 20 marzo) mi ha richiamato alla mente un tema che mio figlio ha svolto in classe e che racconta un piccolo episodio che tuttavia è anche «Una storia tristemente vera», come il mio ragazzo ha titolato la sua composizione. Il tema vede protagonista proprio mio figlio, tredicenne, ebreo, nato e cresciuto in una famiglia italiana (da più di 15 generazioni) da genitori ebrei. Riporto il testo. «La scorsa estate, a metà luglio, sono andato con mio fratello, un mio amico e sua mamma alla piscina di piazzale Lotto al PalaLido di Milano. La piscina è molto grande, ha getti d'acqua calda e un’"isoletta" dalla quale si possono fare i tuffi. Ci sono addirittura 2 scivoli: uno per i grandi e l'altro per i più piccoli. Io sono andato con il mio amico sullo scivolo per i più grandi, ma visto che la coda per scendere era interminabile, abbiamo deciso di andare su quello per i più piccoli che non aveva per niente coda. Dopo due o tre scivolate una bambina di 5 o 6 anni si è avvicinata a noi e ci ha detto: "Non sapete che questo è lo scivolo per i più piccoli? Voi non potete starci!". Noi non le abbiamo dato retta e abbiamo continuato a giocare. Dopo un po’ l’abbiamo rivista e ci ha urlato qualcosa. Eravamo lontani e non potevamo sentire bene ma mi è parso di sentire "……ebrei!". Subito ho pensato: "No, impossibile, devo aver sentito male", ma poco dopo ci siamo avvicinati e lei ha urlato di nuovo: "Ebrei, ebrei, ebrei!". Sono rimasto quasi paralizzato, mi sembrava impossibile che una ragazzina di 6 anni mi urlasse "ebreo!" in modo dispregiativo, proprio a me, a mio fratello e a un mio amico. Sono andato da lei incavolato nero, mi usciva il fumo dalle orecchie. La sua amica se l’è svignata e a qual punto le ho chiesto: "Perché ci hai detto ’ebrei’? Sai chi sono gli ebrei?". Lei mi ha risposto: "Gli ebrei non esistono". Io le ho spiegato che gli ebrei sono un popolo come i cristiani, i musulmani e i buddisti, ma lei ha continuato a non credermi. Ho voluto perciò sapere allora dove avesse sentito la parola "ebrei" usata come dispregiativo. Lei mi ha detto "Mio fratello di 17 anni lo dice sempre". A quel punto mi sono davvero incavolato, sono andato insieme a lei da sua madre e le ho detto: "Salve, sua figlia ci ha detto ’ebrei’. Potrebbe spiegarle che non si dovrebbe dirlo, qualcuno potrebbe rimanerci male…". Lei mi ha risposto: "Ma cosa vuoi che ne sappia mia figlia che la parola ’ebreo’ è una parolaccia, lei è piccola". A quel punto non sapevo più cosa fare e me ne sono andato rassegnato».
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