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Luce nel buio del tunnel. Come gli ostaggi a Gaza celebravano Hanukkah 13/12/2025

Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.



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Corriere della Sera Rassegna Stampa
23.03.2010 Venti di guerra, ma è solo un venticello, come la calunnia
L'intervista a Leone Paserman, di Paolo Conti

Testata: Corriere della Sera
Data: 23 marzo 2010
Pagina: 13
Autore: Paolo Conti
Titolo: «E' l'arroganza di chi ha perso ma si sente superiore»

Dal CORRIERE della SERA di oggi, 23/03/2010, a pag. 13, con il titolo " E' l'arroganza di chi ha perso ma si sente superiore " l'intervista a Leone Paserman, già presidente della Cominità ebraica di Roma, di Paolo Conti, in merito alle polemiche suscitate dalle dimissioni di alcuni consiglieri.

ROMA — «Riccardo? Un uomo di grande dirittura morale, su questo non possono esserci dubbi. Un protagonista, un decisionista? Non vedo quale sia il problema...». Leone Paserman, 70 anni, ex presidente della Comunità ebraica romana. È un sincero sostenitore di Riccardo Pacifici: lo ha avuto a lungo come vicepresidente e nelle ultime elezioni lo ha appoggiato. Ora Paserman presiede la Fondazione Museo della Shoah. Paserman non ha dubbi: «Non condivido affatto le motivazioni di quelle dimissioni. Le accuse sono inconsistenti. Sappiamo bene tutti delle polemiche per la visita di Benedetto XVI in Sinagoga, e ne abbiamo discusso apertamente. Ma per il resto tutte le altre accuse non si reggono in piedi».

Prendiamo, Paserman, la questione morale... «Riccardo è un uomo di indubbia trasparenza morale. Gli aiuti a qualcuno? Pacifici ha un grande cuore e se aiuta lo fa proprio nell’ottica di poter dare una mano a chi è in difficoltà». E la mancanza di democrazia interna? «Questa, poi, è una contestazione assolutamente ridicola. Si sono svolte libere elezioni con una notevole affluenza, anche più alta che in passato. Pacifici ha avuto la maggioranza assoluta. Quindi ha il pieno diritto di governare. Non vedo perché debba scendere a compromessi e dividere la collaborazione con chi non lo stima, lo tratta con arroganza e ostenta una supposta superiorità intellettuale».

A cosa si riferisce, presidente Paserman? «Io ci vedo anche un discorso classista. Molti di questi dimissionari sono gli ultimi rappresentanti di un’area che per decenni ha governato la Comunità. Ora grazie al voto le cose sono cambiate. E c’è chi si sente intellettualmente superiore a Pacifici. Ma che assurdità...».

 
Leone Paserman, Riccardo Pacifici

In quanto alla «vicinanza» con l’area Berlusconi? «Pacifici ha rapporti solo istituzionali. Infatti ha ricevuto la visita anche di Emma Bonino. E poi, vogliamo dirlo? Il governo Berlusconi è molto più sensibile alle ragioni di Israele dei governi Prodi-D’Alema. E tutto questo nell’ambiente ebraico ha la sua indubbia influenza...».

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