Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Armeni in Turchia: 100.000 da espellere C'è un progresso, 100 anni fa li avrebbero direttamente massacrati
Testata: Corriere della Sera Data: 18 marzo 2010 Pagina: 23 Autore: La redazione del Corriere della Sera Titolo: «Minaccia turca: Espelleremo 100 mila armeni»
Riportiamo dal CORRIERE della SERA di oggi, 18/03/2010, a pag. 23, l'articolo dal titolo " Minaccia turca: Espelleremo 100 mila armeni ".
È sempre più in salita il processo di pace tra Armenia e Turchia siglato lo scorso ottobre. Nervoso e irritato, il premier turco Erdogan è arrivato a minacciare l’espulsione di 100 mila armeni che vivono nel Paese senza regolare permesso. A mandare Ankara su tutte le furie sono le risoluzioni approvate negli Stati Uniti e in Svezia sul milione e mezzo di armeni uccisi tra il 1915 e il 1917. «Queste decisioni danneggiano anche il popolo armeno — ha dichiarato il primo ministro in un’intervista alla Bbc —. Dei 170mila armeni che vivono in Turchia, 70 mila sono cittadini turchi. Noi stiamo chiudendo un occhio sui rimanenti centomila. Ma domani potrei dire loro di tornarsene a casa». Parole di fuoco cui subito ha replicato il capo del governo armeno Tigran Sarkisian: «Le frasi di Erdogan— ha detto— fanno tornare alla memoria quello che accade nel 1915». A far salire la tensione c’è anche la notizia che il Congresso americano potrebbe ancora votare la risoluzione approvata dalla Commissione Affari Esteri a marzo. L’amministrazione Obama ieri ha negato il tentativo di fermare l’iter della mozione: «Il Congresso è un organo indipendente».
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