Un filmato recuperato dall’esercito israeliano durante le operazioni nella Striscia di Gaza mostra sei ostaggi israeliani mentre cercano di accendere le candele della festa di Hanukkah in un tunnel con scarso ossigeno. I sei ostaggi sono Hersh Goldberg-Polin, 23 anni, Eden Yerushalmi, 24 anni, Ori Danino, 25 anni, Alex Lobanov, 32 anni, Carmel Gat, 40 anni, e Almog Sarusi, 27 anni. Il filmato risale al dicembre 2023. Otto mesi dopo, il 29 agosto 2024, all’approssimarsi delle Forze di Difesa israeliane al tunnel sotto il quartiere di Tel Sultan, a Rafah (Striscia di Gaza meridionale), tutti e sei gli ostaggi furono assassinati con un colpo alla testa dai terroristi palestinesi.
Non vale scusarsi dicendo che ci si è limitati a riferire quel che dicono altri La Polemica, di Giorgio Israel
Testata: Informazione Corretta Data: 17 febbraio 2010 Pagina: 1 Autore: Giorgio Israel Titolo: «Non vale scusarsi dicendo che ci si è limitati a riferire quel che dicono altri»
La Polemica, di Giorgio Israel
Non vale scusarsi dicendo che ci si è limitati a riferire quel che dicono altri
Non per insistere, ma visto che nessuno ne vuol parlare tocca farlo. L’Unità ha pubblicato uno dei più ignobili documenti di propaganda antisemita degli ultimi anni: due pagine due di infamie su Israele che sarebbe la centrale mondiale del traffico di organi, anche a spese dei bambini haitiani. Non vale scusarsi dicendo che ci si è limitati a riferire quel che dicono altri. Di fronte a cose tanto gravi il commento e la presa di posizione sono d’obbligo: non si propina qualsiasi escremento raccolto sulla strada con la scusa che l’ha depositato qualcun altro.
Torno sul tema perché non soltanto il giornale non si è scusato ma non si è sentita una voce neppure flebile di protesta, salvo il Foglio e IC. Per contro, mi sono arrivate alcune telefonate e alcuni messaggi sdegnati perché collaboro con Il Giornale il cui condirettore Sallusti ha scritto un pezzo discutibile su Gad Lerner, a fronte di un’azione sistematica in difesa delle ragioni di Israele e contro l’antisemitismo.
Siamo in fervida attesa di un segnale di vita. Altrimenti il prossimo autore di messaggi o telefonate del sullodato tenore sa cosa gli spetterà.